Per la nostra sezione Musica, incontriamo RiA artista in evoluzione che torna con Fumo e Parole, un singolo che inaugura un nuovo modo di stare nella musica e dentro sé stessa. Un cambiamento netto, più emotivo, più nudo, più vero.
RiA è una voce che riconosci subito intensa, limpida, capace di passare dalla dolcezza alla potenza emotiva. Cresciuta in una famiglia dove la musica era casa, ha trasformato quel talento naturale in un percorso che l’ha portata dalle sonorità R&B e pop internazionale ai set cinematografici, firmando la colonna sonora de Il Meglio di Te con Maria Grazia Cucinotta fino alle radio, dove la sua voce è entrata nelle classifiche web e nei jingle di Dimensione Suono Roma. Autrice di brani come Winterfire Beat, You Are e My Lesson, oggi RiA apre un nuovo capitolo con Fumo e Parole, il singolo che anticipa un EP che parla di amore, vulnerabilità e rinascita, perché RiA, ovunque si trovi resta sempre una voce autentica, vera, libera.
Cosa rappresenta per te Fumo e Parole in questo momento del tuo percorso artistico?
È un brano profondo, drammatico, capace di interpretare alla perfezione un vissuto molto intenso. Per me oggi rappresenta vulnerabilità, forza, verità. E anche una sfida vocale importante. Lì ho capito che dovevo ascoltarlo.

Da dove nasce questo brano e cosa ti ha colpita al primo ascolto?
Il brano mi è stato proposto da un cantautore che mi ha contattata sui social. Devo dire che difficilmente ascolto i brani che mi vengono inviati, ma in questo caso qualcosa mi aveva colpita già dal suo messaggio. Ricordo perfettamente la frase che mi disse Ettore: “Vorrei che la mia vita venisse raccontata in musica, e la tua voce è perfetta per farlo.” Appena ho sentito Fumo e Parole è stato amore a prima vista.
Cosa ha significato per te affrontare un’interpretazione completamente in italiano?
È stata una sfida enorme. Ho studiato per mesi perché, paradossalmente, per me l’italiano è più difficile dell’inglese. In inglese puoi “camuffare” certe inflessioni, allungare una parola e giocare sul suono, in italiano no, non puoi nasconderti, ogni emozione si sente. In questo brano dovevo far emergere il dolore di una donna lasciata, e per farlo sono dovuta andare a scavare dentro me stessa, immaginando di vivere io stessa quel momento.
Cantare in italiano ti mette a nudo: anche la minima lacrima, il minimo tremito, si sente. L’ho provato sulla mia pelle con Fumo e Parole.
Il videoclip è molto essenziale ed evocativo. Che tipo di atmosfera volevate creare?
Volevo un’atmosfera semplice, naturale, autunnale. Qualcosa che lasciasse emergere prima di tutto la voce e ciò che volevo dire. È stato tutto scelto in modo molto spontaneo ed essenziale. È anche la prima volta che in un videoclip compaio completamente da sola, e questo ha dato ancora più forza a quella minimalità.
La parte visiva è firmata da Rudymaker80, tuo marito. Com’è lavorare insieme a un progetto così delicato?
È complicato e bellissimo allo stesso tempo. Da una parte lui vive il brano con me: quando canto questa canzone gli vengono letteralmente i brividi, e a volte mi dice: “Sembra che tu lo stia vivendo davvero.” Dall’altra è un professionista meticoloso, molto esigente quando gira. In studio è attentissimo basta uno sguardo per capire che qualcosa non gli convince. Se sente un dettaglio fuori posto dice “stop” e si ricomincia. Sul set, però, siamo due professionisti, lavoriamo bene perché abbiamo lo stesso obiettivo.
Quanto conta l’estetica minimalista nella forza del progetto?
Moltissimo, anche se forse questa è davvero la prima domanda da fare a mio marito!
Il minimalismo qui è fondamentale è una scelta che accompagna la canzone, non la sovrasta. La forza del progetto sta proprio nella sua essenzialità.
Il nuovo EP esplorerà diverse forme d’amore. Cosa dobbiamo aspettarci?
Posso dire poco per non spoilerare, ma c’è un filo logico molto chiaro: sono canzoni scelte perché legate l’una all’altra, come capitoli di una stessa storia.
Racconteranno aspetti della vita che tutti viviamo o abbiamo vissuto. E sì, canterò sia in italiano che in inglese.
Qual è la parte emotiva più intensa che hai vissuto registrando “Fumo e Parole”?
La cosa che mi ha stupita è aver scoperto una profondità nuova nella mia voce.
Per interpretare un brano così drammatico ho messo da parte, per la prima volta, una parte dello stile americano a cui sono abituata. Mi sono lasciata andare completamente.
Quando canto entro in un’altra dimensione è come se intorno a me non ci fosse più niente. In questa canzone l’intensità è stata amplificata dal fatto che dovevo raccontare un dolore reale, senza filtri, e allo stesso tempo sentivo la libertà totale di esprimerlo solo con la mia voce. E in italiano, come dicevo, non puoi nasconderti, ogni sfumatura emotiva arriva dritta.
In che modo questo progetto incarna la tua autenticità artistica?
Mi sento più vicina al pubblico che mai. Con questa canzone, e con quelle che usciranno nell’EP, ho esplorato ciò che vivono le persone che mi ascoltano. È un progetto che mi coinvolge profondamente, che mi rappresenta e che mi permette di mostrare chi sono davvero.
In che modo questo progetto incarna la tua autenticità artistica?
L’autenticità è la mia forza, è alla base della mia musica e della mia vita. Anche nel video, nelle foto, nelle parole tutto è orientato a restare vera e a non tradire quello che sento.
Dopo aver attraversato “Fumo e Parole”, cosa rimane?
Rimane una certezza: anche nei momenti di confusione, dolore o vulnerabilità si può scegliere di affrontare tutto, di non chiudersi. Fumo e Parole racconta la fine di un amore, ma può parlare a chiunque stia vivendo un momento difficile.
Secondo me insegna questo, a parlare, condividere e farsi ascoltare, questa può essere una via d’uscita. La musica, per me, è questo. Per gli altri può essere trovare qualcuno con cui aprirsi, cercare una parola di conforto, non restare soli.
Con Fumo e Parole, RiA inaugura un percorso che non è soltanto musicale ma emotivo, umano, quasi rituale. Un singolo che diventa ponte verso un EP che esplorerà l’amore nelle sue molteplici dimensioni. Se questo è il primo passo, il viaggio non potrà che sorprenderci ancora più vero, più profondo, più RiA.
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