È uscita Maschere, la nuova canzone di Nikita che ha richiesto diciotto mesi di lavoro, di attesa e di verità. Non è un brano qualunque, ma un manifesto dedicato a chi si sente diverso in un mondo pieno di maschere e pochi volti autentici.
Dentro queste parole ci sono “sorrisi, tweet e calls” che svuotano, ci sono “bocche piene, cuori vuoti”, ma c’è anche la scelta di camminare con il cuore, senza cedere a scorciatoie. Maschere parla di chi viene giudicato, demonizzato, abbattuto, eppure trova la forza di restare se stesso.
Alcune persone, quando entrano in una stanza, la riempiono con la loro presenza. E poi ce ne sono altre che la attraversano in silenzio… e restano. Nikita è così, non alza la voce, ma la sua vibrazione resta nell’aria. E chi sa ascoltare, la sente.
È facile guardarla e pensare di aver capito, troppo facile. Ma la verità è che ciò che colpisce subito è solo l’inizio, la superficie è un sipario sottile. Dietro ogni apparente sicurezza c’è una donna che ha fatto della fragilità una forza e del dubbio un sentiero. Nikita ha imparato a stare con se stessa prima di farsi scegliere dagli altri. A cadere senza vergogna, a brillare senza chiedere permesso. A domandarsi ogni giorno chi vuole essere, prima ancora di chiedere al mondo “chi la vede”.
Non è sempre facile da decifrare, ma non è una maschera è una verità che si offre solo a chi non ha paura di andare a fondo. E forse è per questo che non cerca di piacere. Preferisce toccare.
Maschere è un invito a guardarsi davvero allo specchio, “Ma tu che fai, ma ti guardi mai?, e a scoprire che la vera rivoluzione è conservare l’anima, difendere la propria autenticità, resistere anche quando il mondo sembra correre solo dietro l’hype.
Con echi che richiamano Jung e Krishnamurti, Maschere non è soltanto musica ma è un grido e una carezza, un atto di coraggio, una dichiarazione di libertà.
Ciao Nikita e grazie per questo “tempo condiviso”
D: Maschere ha richiesto diciotto mesi di lavoro, in quel tempo cosa è cambiato di più, la canzone o tu?
R: “Siamo cambiati entrambi… il testo l’ho ritoccato più e più volte…io sono diventata molto più silenziosa.”
D: Ci sono state versioni precedenti del brano molto diverse da quella finale? Quale “maschera” ha tolto la canzone strada facendo?
R: ”bellissima domanda… inizialmente la maschera che portava questa canzone (nata per rispondere alle critiche) era cantata con fastidio ed una vena di snobbagine che nel tempo ha lasciato spazio all’introspezione, analisi ed ora quando l’ascolto sembra più vedere sulla tavola la realtà che la maggioranza di noi vive semplicemente esposta, nuda e cruda.”
D: Qual è stato il passaggio più complesso della lavorazione, scrivere il testo, trovare il suono o interpretarlo con la voce?
R: ”l’ho riscontrato nella melodia.. l’interpretazione vocale è arrivata nei primi take, siamo andati poi in negozio a comprare degli strumenti che volevo sentire nella traccia, abbiamo fatto giorni interi in studio mangiando in studio, dormendo in studio davvero indimenticabili di cui ringrazio Palo alto, Alessandro aruffo e Fabio Zinchelli che hanno fatto parte fin dall’inizio a questo brano… e Marco garbi e Simone ERMACORA che hanno inserito gli ultimi dettagli concludendolo.”
“Finché non mi ha convinta tutta, la canzone non è uscita. Ci tenevo che la melodia rappresentasse la vibrazione emotiva che voleva comunicare il testo”
D: Il brano sembra un grido ma anche una carezza: ti sei sentita più ribelle o più fragile scrivendolo?
R: “Ammetto che mi sono sentita entrambe, d’altronde è un messaggio tra gridare l’esistenza di una realtà teatrale, e il senso di non appartenenza e distacco.”
D: “Bocche piene, cuori vuoti”, secondo te oggi è più difficile avere un cuore o avere una voce?
R: È più facile grazie ai social sicuramente avere una voce, tuttavia con il cuore si nasce. La sensibilità è un dono:”
D: Hai citato Jung e Krishnamurti, quanto la tua arte è anche ricerca spirituale e terapia per te stessa?
R: “Sicuramente è terapeutica, tuttavia questa traccia ci tenevo moltissimo avesse questo riferimento proprio perché di questi tempi si sente tantissimo il giudizio nell’aria, l’incapacità di vivere realmente, la paura di essere se stessi, la ricerca della perfezione, vittime di bullismo che si tolgono la vita, giovani emarginati che soffrono in silenzio e krishnamurti in un libro che ho amato moltissimo (il libro della vita) offre spunti estremamente interessanti per riconoscere dove mettere il focus… comprendere gli aspetti primari ed importanti in questa vita… e Jung ha dato a tutti noi studi interessanti sull’inconscio ed ha sottolineato a tutti noi quanto sia importante essere coscienti della nostra oscurità. E’ sicuramente più facile giudicare che pensare che parte di te ti porta a farlo…”
D: In un mondo pieno di “sorrisi, tweet e calls”, qual è stato l’ultimo gesto autentico che ti ha fatto credere ancora nelle persone?
R: “Due persone che al momento stanno facendo parte della mia vita e che stranamente non mi chiedono nulla in cambio.”
D: “Io cammino con il cuore”, cosa significa concretamente, nella tua quotidianità, vivere seguendo questa promessa?
R: “Essere disponibili se noti durante la quotidianità qualcuno in difficoltà, anche se sono degli estranei, essere disponibili quando gli amici hanno bisogno, dare tempo ai miei nipoti e coltivare ricordi insieme, dire ciò che penso ed evitare anche se potrebbe essere utile, chi anziché parlare di lavoro ed apprezzare i miei talenti, da me vuole solo il mio corpo.”
D: “Sei nato per vincere”; qual è stata la tua vittoria più silenziosa, quella che nessuno ha visto, ma che per te è stata immensa?
R: “Riunire la mia famiglia. Ci sono voluti anni e impegno.”
D: Se dovessi riassumere l’intero percorso di Maschere in un’unica immagine, quale sarebbe?
R: “il video YouTube di Maschere.”
Ringraziamo Nikita per la fiducia e per averci permesso di scoprire il suo mondo, condividendo con noi le sue emozioni, i suoi pensieri e la sua autenticità.
Non serve spiegare ogni gesto o parola, a volte basta lasciarsi attraversare da un’emozione o da un dubbio. Nikita non cerca approvazione e non chiede il permesso di essere come si sente. Il suo vero progetto sembra essere questo, non farsi comprendere da tutti, ma arrivare a chi ha il coraggio di riconoscersi.
Alla prossima, magari ancora qua…
Condividi:
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Threads (Si apre in una nuova finestra) Threads
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X

