Ogni secondo conta…
“Dove c’è un ago, c’è un’identità e dove c’è una visione, c’è un futuro cucito a mano.”
Carmela Caracozzi non ha solo fondato un brand, ma ha creato un linguaggio mettendo ago e filo al servizio della libertà, oggi al timone delle donne di APA Confartigianato dove si dedica a costruire un Movimento dove passato e futuro, tradizione e innovazione, camminino insieme.
È la prima a portare in Italia un’Accademia di Sartoria con un’anima sociale, un luogo dove le donne non imparano solo a cucire, ma a rileggersi, vestirsi, affermarsi. Sotto il nome di Selvaggia Educata, Carmela ha fatto di due opposti una forza nuova, Selvaggia come istinto, come verità, come origine, Educata come forma, visione, rispetto. La sua moda non veste, perché Abbraccia, Ricuce e Rivendita. La sua espressione e il suo interagire sui social e non solo, non sono solamente marketing, ma hanno la leggerezza e la potenza di pensieri sinceri e profondi quasi a diventare manifesti. E le persone che si avvicinano al suo pensiero non hanno la dimensione di pubblico, ma un di movimento gentile, fatto di corpi diversi e pensieri liberi.
In questa FUXIA InterVista, intima e visionaria, abbiamo cucito insieme alcune domande come fossero bottoni, punti e orli per provare a raccontare chi c’è dietro ogni capo, ogni parola, ogni scelta.
Perché in fondo, come scrive lei, nulla è un caso.
Ciao Carmela e grazie per il tuo tempo
D: “Selvaggia”Cosa rappresenta per te questa parola? E quando hai capito che poteva convivere con “educata”?
“Selvaggia per me rappresenta la mia vera essenza. Non c’è stato un momento in cui ho capito che poteva convivere con educata, semplicemente sono nate insieme.”
D: Chi è Carmela, prima di Selvaggia Educata?
“Tante personalità in contrasto al momento!”
D: OGNI SECONDO CONTA, c’è un secondo che ha cambiato tutto?
“Ci sono secondi che cambiano tutto, situazioni, amori, visioni che in un secondo possono cambiare o ribaltare tutto quello in cui credevi.”
D: Nella tua comunicazione non c’è solo stile, c’è una direzione. Cosa vuoi smontare e ricostruire nella moda?
“Più che nella moda, nel sistema in generale. Credo che ci siano troppo pregiudizi! Il mio modo di comunicare è libero e senza strategia. Io comunico esattamente la verità, quello che succede e quello che sento senza filtri. Naturale e Selvaggio appunto.”
D: Sartoria, etica e sociale. Qual è la tua missione cucita addosso?
“La mia Missione è unire la passione ad un processo di rinascita . Non credo si possa lavorare solo per business, bisogna avere uno scopo, almeno per me è fondamentale. Il mio scopo è lavorare imparando e divertendosi. In fondo la vita è già abbastanza complicata e abbiamo perso l’abitudine a divertirci per come siamo e di quello che facciamo”

D: Come si costruisce oggi una fiducia reale, dentro e fuori dai social?
“Basta essere se stessi e costruirai fiducia solo con chi non si ferma in superfice. In una società fatta di apparenza il vero lusso è la profondità.
D: Perché un’Academy? Cosa volevi creare oltre al brand?
“Se tu sai fare qualcosa perché tenerla per te? Lo trovo egoistico ed egoico, io volgio creare scambio, comunità, relazioni!”
D: Quale ferita ti ha insegnato a diventare visionaria?
“Lottare contro la malattia di qualcuno che ami e riconscere il valore del nostro tempo.
Da imprenditrice e da donna resisto alla paura…ogni volta che provo paura per qualcosa la affronto e quella diventa una possibilità.”
D: Da imprenditrice donna in Italia, quali resistenze hai trasformato in possibilità?
“Ho resisto alla paura…ogni volta che provo paura per qualcosa la affronto e quella diventa una possibilità.”
D: Cosa ti commuove oggi?
“La gentilezza e l’amore per la sua rarità.”
D: Cosa pensi quando ti guardi allo specchio?
“Oddio! A volte penso che ho sbagliato miliardi di cose, a volte che va bene cosi, a volte che posso fare di più…ad ogni risveglio ho un pensiero diverso di me stessa!”
D: Quanto conta l’immagine, e quanto invece la vuoi rompere?
Purtroppo l’immagine conta ma più che romperla voglio provocarla!”
D: Qual è la battaglia sociale che ti accende oggi?
“La violenza sulle donne. Non possiamo permettere ancora tutte le forme di violenza che subiamo, dobbiamo unirci, combattere e resistere ed educare anche gli uomini e i giovani a forme di rispetto.
D: E quella che hai perso, ma porti ancora nel cuore?
“Le battaglie non sono mai perse…sono servite a qualcosa quindi è comunque una vittoria!”
D: Se potessi lasciare un messaggio a una ragazza che vuole essere libera, bella, e autonoma… cosa le diresti?
“Essere libera, senza schemi e senza paure, anche quando non sai dove stai andando…in qualche modo andrà bene.”
D: “Nulla è un caso”. È il tuo manifesto visivo. Quand’è che hai sentito che dovevi scriverlo, anche con le mani sporche di colore?
“L’ho scritto in una circostanza felice e ora vale per tutto. Anche quando le cose non vanno come vorremmo…Non è un caso!”
D: Che rapporto hai con l’imprevisto? Con tutto ciò che sfugge al controllo?
“Odio l’imprevisto! Vorrei controllare ma poi mi annoio e quindi credo inconsciamente di cercarlo per vivere di emozioni.”
D: Cos’è per te la creazione? Dove inizia: in testa, nelle mani, o in pancia?
“Nella pancia, poi nella testa e infine nelle mani. Per me vivere è creare.”
D: Settembre è alle porte. Cosa ci riserva la stagione che verrà per @selvaggia_educata e per Carmela?
“Mi piacerebbe saperlo! Tante idee e tanto coraggio e vedremo cosa succederà.”
Ieri sera, abbiamo partecipato al Cocktail Emozionale (potete leggere il nostro articolo) con la presenza di numerose associazioni, abbiamo avuto il piacere di confrontarci e ascoltare storie e punti di vista preziosi. Un ringraziamento a Carmela, non solo per l’invito, ma anche per la disponibilità e per averci raccontato il suo mondo con sincerità e apertura durante l’intervista. Siamo entusiaste di poter continuare a collaborare a tanti altri eventi e di scoprire insieme le bellissime iniziative che ci attendono.

Durante l’evento di ieri sera è stato possibile sostenere il progetto a favore delle donne vittime di violenza, insieme alle associazioni Womancare Associations e Associazione Olga, offrendo borse di studio e percorsi di formazione sartoriale. Un’opportunità concreta per dare a una donna la possibilità di ripartire, ricostruendo autonomia e dignità. Chi non ha potuto partecipare ieri sera può continuare a contribuire attraverso i siti delle associazioni.


