Il Calendario Solidale Tema anni ’20

È con questa frase che ci accoglie l’Associazione Linfoamici ODV di Roma e la sua Presidente Anna Milici, donna di cuore e di visione, che da un abbraccio ha saputo creare una famiglia. Perché alcuni abbracci spesso cambiano il destino,  nascono da una ferita, ma diventano una cura. È da uno di questi abbracci che prende vita Linfoamici ODV di Roma, una famiglia prima ancora che un’associazione. Una comunità di oltre tremila persone, pazienti, ex pazienti, amici, cuori affini, che si sono incontrati sul web e hanno deciso di trasformare la paura in forza, la solitudine in un legame.

E hanno così scelto di restare accanto a chi sta ancora lottando, perché l’inizio di una speranza, é talvolta una luce che, si accende  quando qualcuno ti fa sentire compreso. Nel 2012, da ogni angolo d’Italia, si sono ritrovati per la prima volta a Roma. Indossavano magliette con parole che parlavano di coraggio, amore e rinascita, si  sono guardati, si sono riconosciuti. È nato il Linforaduno, un incontro che da allora continua a essere un simbolo di vita condivisa, di sguardi che si cercano e si trovano, di sorrisi che resistono al dolore.

Oggi quella stessa luce torna a brillare in un nuovo progetto pieno di amore e significato, un calendario solidale a tema anni ’20, che porta con sé un messaggio semplice e immenso, il loro,  “Il cancro non è contagioso. L’amore sì.” Volti noti della televisione e dello spettacolo hanno scelto di donarsi per questa iniziativa, mettendo cuore e tempo al servizio di una causa che merita di essere vista, sostenuta e raccontata. Stefania Orlando,  ci ha raccontato con entusiasmo la sua partecipazione al progetto: “Per quanto mi riguarda sono stata felice ed onorata di far parte di questo progetto, ogni volta che posso essere utile per il sociale e per chi ha bisogno mi sento utile. Anche perché spesso il mio è un lavoro  viene considerato superficiale ma a volte può essere un veicolo importante per far conoscere realtà molto importanti”

Un gesto che illumina e unisce, che la vicinanza è uno spiraglio di luce e di speranza a, e che l’amore , quello vero,  è contagioso davvero. E perché ogni luce accesa possa continuare a brillare, Linfoamici ODV prosegue con il suo impegno sul campo, l’8 e il 9 novembre a Roma si terrà un corso di formazione per nuovi volontari, un invito aperto a chi desidera avvicinarsi, comprendere, esserci.

Buongiorno  e grazie per questo “tempo condiviso”

D: Presidente Milici, se dovesse raccontarci Linfoamici con le prime parole che le vengono in mente, quali sceglierebbe e perché?

R:  La prima parola che mi viene in mente è abbraccio. Un abbraccio che racchiude amore e speranza: è ciò che abbiamo cercato di donarci sin dal nostro primo incontro, quando ancora non eravamo pienamente consapevoli di quello che stava per nascere.

D: Quale ricordo della nascita dell’associazione le torna subito alla mente quando pensa a quei primi giorni di legami e abbracci?

R: Sicuramente il ricordo più vivido è il grande entusiasmo che ci univa: un’energia autentica, la voglia di scambiarci sentimenti profondi come la speranza, di condividere le nostre esperienze, di raccontarci quello che avevamo vissuto e di trasformarlo in forza comune.

D: Può condividere un momento del primo Linforaduno che ancora oggi le emoziona particolarmente?

R: Uno dei ricordi più intensi che porto nel cuore è legato a Marta , la più piccolina del nostro gruppo. Quel giorno girava per la piazza con un cartello fatto a mano, con scritto “Il cancro non è contagioso, l’amore sì”. Quella frase, colorata con la sua energia e la sua innocenza, è diventata il nostro slogan. Marta oggi purtroppo non è più con noi, ma l’entusiasmo e la forza che ci ha regalato continuano ad accompagnarci ogni giorno.

D: Quando un nuovo membro entra nella comunità, c’è una piccola storia o esperienza che le viene in mente e che racconta il senso di accoglienza e vicinanza?

R: Quando penso ai nuovi volontari, mi piace sempre raccontare dell’immagine di una piccola luce che si accende dentro ognuno di noi nel momento in cui decide di donare qualcosa agli altri, soprattutto il proprio tempo. È una luce speciale, perché se la si nutre con amore e condivisione non si spegne mai, ma diventa più forte, capace di illuminare anche chi ci sta accanto.

D: Il calendario solidale a tema anni ’20 porta con sé un messaggio profondo. Quali immagini o emozioni le vengono subito pensando a questo progetto?

R: La fotografa ha voluto trasmettere un messaggio meraviglioso: che l’amore non ha tempo. E come darle torto? Le immagini più preziose che porto nel cuore sono quelle dei bambini emozionati, sorridenti e stupiti davanti alla macchina fotografica, e dei loro genitori commossi nel vederli vivere un momento così intenso dopo aver affrontato percorsi tanto difficili.

D:  Durante la realizzazione del calendario, c’è un episodio o un dettaglio che le ha fatto percepire la forza della comunità e la bellezza del dono reciproco?

R: Ciò che mi ha colpito di più è stato l’entusiasmo e la collaborazione che si è creata tra i volontari, un’energia che portiamo in ogni progetto, non solo nel calendario. Anche quando ci misuriamo con realtà lontane dal nostro quotidiano, come ad esempio il mondo dello spettacolo, riusciamo sempre a trasformare la diversità in occasione di crescita e condivisione.

D: Quali sensazioni prova vedendo volti noti della televisione e dello spettacolo donarsi a questa causa?

R: Mi emoziona molto, perché mi ricorda quanta strada abbiamo fatto da quel primo abbraccio. È bello scoprire che oggi la nostra voce riesce a coinvolgere sempre più persone, anche del mondo dello spettacolo, che scelgono di donarsi a questa causa con la stessa spontaneità e generosità che ci accompagna fin dall’inizio.

D: In che modo il tema degli anni ’20 riflette i valori, lo spirito o la storia di Linfoamici ODV, secondo la sua visione?

R: Gli anni ’20 sono stati un’epoca di rinascita, di voglia di vivere e di riscoperta della bellezza dopo momenti difficili. In questo mi ricordano molto lo spirito di Linfoamici: la capacità di rialzarsi, di ritrovare energia e speranza anche dopo prove dure. Il nostro calendario non è solo un progetto fotografico, ma un modo per raccontare che la vita, come allora, può sempre tornare a brillare grazie alla forza della comunità e al coraggio di guardare avanti con fiducia.

D: Ci racconti un po’ dei corsi di formazione della due giorni, l’8 e il 9 novembre, come si svolgono e quale valore umano e personale regalano  a chi vi partecipa?

R: Sono giornate fondamentali per noi, perché preparano i volontari di Linfoamici al loro impegno nei reparti di ematologia pediatrica. Fare del bene non basta: è importante saperlo fare bene, con competenza e sensibilità. Durante la formazione trasmettiamo al volontario il valore di una comunicazione attenta, buona e rispettosa, perché quando si entra in quelle stanze bisogna portare con sé non solo energia e sorriso, ma anche un profondo rispetto per ciò che i bambini e le famiglie stanno vivendo. Per questo ci avvaliamo della guida di professionisti qualificati, che diventano docenti e compagni di percorso in queste due giornate.

D: Se dovesse scegliere tre parole da “regalare” a chi si deve ancora iscrivere ai corsi di formazione, quali sceglierebbe?

R: Le tre parole che sceglierei sono ascolto, rispetto e abbraccio
Ascolto, perché ogni volontario impara prima di tutto a mettersi accanto all’altro con cuore aperto.
Rispetto, perché entrare nelle stanze dell’ematologia pediatrica richiede delicatezza e consapevolezza.
Abbraccio, perché è ciò che ha continuato ad avvolgerci lungo tutto questo percorso, diventando il segno più vero della nostra comunità.

il mondo di Linfoamici

D: Può raccontarci un episodio in cui la presenza di un volontario ha fatto la differenza per qualcuno?

R; In realtà non c’è un episodio solo, perché in quelle situazioni la presenza di un volontario fa sempre la differenza. A volte basta poco: permettere a un genitore di uscire dalla stanza anche solo dieci minuti per respirare e ricaricarsi. Sono piccoli gesti, ma hanno un valore enorme, perché regalano sollievo e forza a chi sta affrontando momenti molto difficili.

D: Quale storia o esperienza tra i membri dell’associazione le viene in mente quando pensa al coraggio e alla resilienza che caratterizzano Linfoamici ODV?

R:  Linfoamici nasce dall’abbraccio tra ex pazienti, e ogni storia che ci unisce è una testimonianza di coraggio e resilienza. Tra tutte, porto nel cuore quelle di Marta e di Giacomo, che purtroppo oggi non sono più con noi. Hanno lasciato un segno profondo: il loro entusiasmo e la loro forza continuano a ispirarci ogni giorno e restano per noi un esempio positivo da seguire.

D: Pensando al futuro di Linfoamici ODV, quali sogni o desideri le vengono in mente che il calendario e i corsi di formazione possono aiutare a realizzare?

R: Il mio desiderio più grande è che le attività dei Linfoamici in corsia possano tornare presto in tutti gli ospedali d’Italia, proprio come accadeva prima del COVID. Mi auguro anche che il numero dei volontari continui a crescere, perché sono loro la nostra vera forza. Infine, spero che il calendario riceva grande riscontro: è uno strumento importante, perché ci permette concretamente di sostenere e portare avanti tutte le nostre attività.

D: E quali progetti futuri custodite nel cuore, ancora nascosti ma già pieni di speranza e passione, può anticiparci?

R: Più che pensare a nuovi progetti, il mio desiderio è quello di riprendere con concretezza quelli che sono rimasti in sospeso negli ultimi cinque anni. Penso ad esempio a Il Dono, il nostro docu-film presentato al Festival del Cinema di Venezia nel 2019, che avevamo portato nelle scuole superiori per sensibilizzare i ragazzi sull’importanza della donazione di midollo osseo e di sangue. Ripartire da lì significherebbe ridare vita a un messaggio prezioso, che ha ancora tanto da raccontare e da insegnare.

D:  Se dovesse spiegare a chi ancora non conosce l’associazione perché farne parte cambia la vita, quali immagini, emozioni o parole le vengono subito in mente?

R: Mi vengono in mente gli abbracci dei volontari durante il Linforaduno al Pantheon, mi viene in mente l’intensità degli sguardi e dei sorrisi che ci si scambia quando si esce dalle stanze di ematologia. Mi viene in mente l’energia che ci unisce e l’entusiasmo che portiamo in ogni incontro. Far parte di Linfoamici significa vivere tutto questo scoprire che, insieme, si può trasformare la fatica in forza e la speranza in realtà.

Grazie alla Presidente  per averci aperto le porte di un mondo dove la speranza si coltiva ogni giorno, tra abbracci, sorrisi e coraggio condiviso.
Linfoamici è la dimostrazione che l’amore, quando si dona, non si consuma ma si rinnova, trasformando la fragilità in forza e la fatica in luce.
Un ringraziamento speciale a tutti i volontari, che con il loro impegno silenzioso continuano a scrivere, giorno dopo giorno, una delle storie più belle della solidarietà italiana.

I Re-X su Rete NeTVision e il rock diventa racconto

Dalla puntata di NeTVision Box emerge una band in ascesa capace di trasformare la musica in un ponte tra emozioni e arti diverse. Non è

Leggi Tutto »

“Sottona: cosa stiamo davvero normalizzando?”

Sottona… nel rumore continuo dei social e della televisione, alcune parole restano impresse più di altre, agendo come una sorta di eco che non accenna

Leggi Tutto »

Melody Castellari

Un ponte tra generazioni e stili, Melody Castellari, figlia del celebre autore del brano, si unisce a Lorenzo Lombardi Dallamano per una rilettura raffinata, contemporanea

Leggi Tutto »

Le Scemette: donne, palco e libertà

Non sono solo colleghe, amiche, sono un intreccio di storie, di palcoscenici masticati e di quella sana voglia di ridere dei propri guai che, a

Leggi Tutto »

Fiordaliso tra musica e teatro, la libertà e una carriera “Senza Etichette”

“Non voglio mica la luna”.Basterebbe il titolo di questa canzone di Fiordaliso per raccontare un modo di stare al mondo, diretto, libero, senza fronzoli. Una

Leggi Tutto »
libro eleonora cecere

Energia, Palco e Libertà, l’8 Marzo di Eleonora Cecere a Palazzo Forani

Per Eleonora Cecere, l’8 marzo non è solo la Giornata Internazionale della Donna, ma l’occasione per trasformare il passato in una lezione di vita condivisa,

Leggi Tutto »

Di Ale&Ale

Rispondi

Scopri di più da Fuxia Magazine

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere