La forza che sorprende
Stiamo seguendo il percorso di Pamela Petrarolo e Puntata dopo puntata, riesce a sorprenderci, non perché cambi, ma perché dentro la sua forza trova sempre qualcosa di nuovo da mostrare. È come se ogni volta aprisse una finestra diversa di sé, la grinta, la passione, la voce, l’anima. Tutto vibra nella stessa direzione, quella di chi ama ciò che sta facendo.
Un racconto in ogni esibizione
Canzone dopo canzone, quello di Pamela non è solo un susseguirsi di esibizioni, abbiamo quasi l’impressione, quasi l’idea, che stia interpretando un insieme di momenti, che stia stendendo il filo di un racconto, anche nella scelta delle cantanti. Un racconto fatto di verità, di esperienze, di emozioni che tornano e diventano voce.

Nelle sue scelte musicali c’è un filo sottile ma chiarissimo, prima Noemi, poi Rita Pavone, e infine Gianna Nannini. Tre donne diversissime, ma unite da una stessa energia: la forza dirompente dell’identità, la voce che rimane, la passione che non si spegne mai. La sua forza, la sua passione, la sua intensità rimangono sempre le stesse, ma lei è bravissima a dar loro “vestiti diversi”, a modulare la propria autenticità in modo che ciascuna canzone racconti qualcosa di unico. È come se, attraverso di loro, Pamela raccontasse anche se stessa, la ribellione gentile di chi non si arrende, la vitalità di chi continua a crederci, la verità di chi canta per vivere e non per apparire.
La musica come vita
Questa volta, con la sua esibizione sulle note di Meravigliosa creatura di Gianna Nannini, Pamela ci ricorda quanto la musica non sia solo un mestiere, ma una forma di vita. In lei la musica pulsa, si avverte, ed è la lingua con cui comunica verità. E nel suo modo di cantare c’è qualcosa che va oltre la dote, c’è un richiamo che arriva dritto e senza filtri.
Non ci importa se l’accento non era puramente toscano, non ha importanza se non siamo davanti all’esibizione fotocopia dell’originale. Perché non è la perfezione che cerchiamo, ma la passione, quella che la canzone originale riesce a evocare e che Pamela, a modo suo, ha saputo restituire. Non cerchiamo la precisione, cerchiamo l’intensità, l’emozione di chi canta davvero, di chi vive ciò che canta.
E forse, una vittoria, alla fine, vittoria è anche questa, essere riuscita a riportare, la stessa verità, la stessa fiamma.
E se provassimo ad ascoltare oltre la musica e le note? Non solo le melodie, non solo il ritmo, ma quello che si nasconde dietro, la forza, la passione, l’autenticità che Pamela trasmette. È come percepire una storia che si muove insieme alla voce.
Il filo della storia
Potremmo, forse, intuire un’idea, dentro la sua passione, non smettere di provarci. Pamela, oggi, non sta solo cantando, sta raccontando la sua storia. Canzone dopo canzone, Pamela stende il filo di una storia che parla di forza, di passione, di luce ritrovata e, così, noi ascoltando diventiamo un po’ parte di quel filo.
La TV e il messaggio
La sua rinascita artistica ha un messaggio doppio e potente, per chi sogna e per chi ha smesso di farlo. Perché ciò che Pamela sta facendo sul palco è molto più di un’esibizione è un atto d’amore verso se stessa e verso la vita. E la vita, quando la si affronta con questa luce negli occhi, trova sempre il modo di ricambiare, come una canzone che ti sorprende, proprio quando pensavi che il silenzio fosse l’ultima parola.
Alla prossima..

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