Boccoli

Ieri ci siamo lasciati con la prima parte del racconto di Benedicta, e oggi riprendiamo la chiacchierata proprio da lì. Con lei è così, ogni risposta non è mai un punto fermo, ma un invito ad andare un po’ più in profondità, a lasciarsi sorprendere. È come se la sua voce avesse sempre il potere di aprire porte inattese. Riprendiamo questo “tempo condiviso”…

“In fondo le mie fragilità mi piacciono, guardo il mondo ancora con entusiasmo e ingenuità, a volte un po’ ferita mi incanto.” Così si riapre la conversazione con una confessione limpida, che trasforma le crepe in forza. E quando qualcuno la ferisce, non c’è esitazione: “Sparisco. Il confronto ce l’ho solo con chi amo.” Una chiarezza che diventa stile di vita, e che introduce un altro tema a lei caro, la gentilezza.

Parlando di gentilezza, infatti, la sua voce si illumina: “La gentilezza è come la bellezza, non siamo più abituati, è spiazzante.

“Per avere labbra attraenti, pronuncia parole gentili…”

cita Audrey Hepburn, e ci lasciamo soprendere da un ricordo di un’icona di stile e di umanità, la frase resta sospesa come un promemoria di eleganza quotidiana. È come se da questo pensiero si aprisse lo spazio per un ricordo lontano, che la commuove ancora oggi.

“Poco tempo fa mi è capitata tra le mani una foto delle elementari, scattata per la famosa ‘letterina di Natale’. Mi sono commossa, ho ricordato tutto di quello scatto, sensazioni, odori, colori. Avevo voglia di abbracciarla e proteggerla, io ero la mia bambina, mi sentivo sua madre. Mi sono detta: Quanto dolore e quanta vita dovrà attraversare questa bimba.” È un’immagine che restituisce tutta la sua sensibilità, la stessa che oggi la porta ad ammettere di non avere freni quando si tratta di emozioni.

“Purtroppo non ho un gran controllo delle emozioni, le parole mi escono senza nessun freno se penso ci sia qualcosa di sbagliato. È facile conoscere i segreti dei miei pensieri.” Eppure, questa trasparenza non le impedisce di guardare al successo con una prospettiva nuova: “Il successo non è mai definitivo, io credo di saper perdere con leggerezza. Oggi sono più distaccata, forse perché qualcosa nella vita ho combinato. La mia ossessione però è fare bene! Se vuoi farmi una cattiveria, non mettermi in condizione di svolgere bene e a pieno il mio lavoro.”

C’è in lei una lucidità che si accompagna sempre a ironia. Non a caso, alla ventenne che sta per iniziare questa strada direbbe: “Ironizza sempre su te stessa.” Una regola semplice, che si unisce a un insegnamento altrettanto netto: “Se dai amore riceverai amore. Tutto è direttamente proporzionale… ma se così non fosse, chiudi.”

Anche quando parla del proprio corpo o della propria immagine, lo fa senza veli: “Struccata sono più carina, ho una luce diversa. Ma quando mi vedo in primo piano mi detesto.” Poi aggiunge con fermezza: “Io sono inflessibile con la stupidità, mia e degli altri. Non la tollero.” E riesce persino a scherzare sui cambiamenti che la vita porta con sé: “La menopausa. Un disastro! Piango per un nonnulla. Sono diventata così sensibile che ne ha giovato il mio mestiere.”

Tre qualità, invece, le rivendica con orgoglio: “Affidabilità, gusto, ironia.”
Non sono solo tre aggettivi scelti al volo, ma il riassunto di un modo di essere. L’affidabilità di chi non tradisce mai la parola data, il gusto che non riguarda soltanto l’eleganza estetica ma anche la capacità di scegliere con misura, e l’ironia, quella sottile leggerezza che diventa ancora oggi il suo scudo più prezioso. Tre qualità che, insieme, raccontano molto più di quanto mille descrizioni potrebbero fare.

La sua memoria si fa tenera quando ricorda le persone che hanno saputo starle vicino: “Le persone che mi hanno fatto ridere nei momenti di dolore mi hanno molto sostenuta.” Ma di fronte al sogno segreto sorride maliziosa: “Scusa ma se è un segreto!”

E se la vita, domani, le chiedesse di cambiare direzione? “Sono cresciuta in una famiglia che si è occupata di moda, forse quello. Ma anche un negozio di arredamento per la casa. Oppure, il restauro… boh non saprei. Fatemi fare una cosa creativa!” Creatività come necessità vitale, lo stesso filo che la porta a ricordare momenti indelebili: “I silenzi di Gianni Boncompagni mi imbarazzavano tanto. Sembrava che non gli importasse che fossi lì accanto a lui, poi all’improvviso faceva una battuta e mi rasserenavo.”

Gli oggetti che porterebbe sempre con sé sono tre, scelti con precisione affettiva: “La crocetta di brillanti di mia mamma che ho al collo, io e mia sorella ce la scambiamo una volta al mese. Un libro scritto da Maurizio Micheli, che sarà in futuro il mio film, il mio debutto come regista in un lungometraggio. Le lettere di mia nonna che ho incorniciato e appeso in salotto.” Un modo concreto per dire che le emozioni non le nasconde mai, anzi le custodisce in segni tangibili.

E quando si parla di futuro, lo sguardo si accende: “Trovare i soldi per realizzare il mio terzo cortometraggio su un racconto bellissimo di Guy de Maupassant.” Poi sorride, con quella leggerezza che la contraddistingue: “Brava, bella, simpatica e insopportabile. Scherzo!”

È così che ci salutiamo, con una battuta che restituisce la sua essenza, brillante, ironica, con Benedicta è un incontro, un filo che si riannoda di volta in volta, come una confidenza tra amici che si raccontano la vita. Forse è proprio questa la sua magia, restare genuina, vera, in un mondo che corre e cambia senza sosta.

“Le fragilità non sono una debolezza, sono la nostra forza più grande, il luogo dove nascono autenticità ed empatia.”

Abbiamo ascoltato l’attrice, ma soprattutto la donna. Una donna capace di accogliere il cambiamento, di ridere nel dolore, di prendersi sul serio e subito dopo alleggerire tutto con un sorriso. In un mondo che corre e consuma immagini, Benedicta resta vera,  una presenza luminosa, fragile e forte insieme, che non smette di sorprenderci.

E quello che portiamo con noi da questo incontro è proprio questo, trasformare la propria storia in un riflesso universale, un invito a ciascuno di noi a non nascondere le imperfezioni, ma ad abitarle con coraggio.


✨ Un ringraziamento speciale a Silvia Signorelli (@sisi_communication) per la sensibilità e la disponibilità con cui ci ha accompagnate in questo incontro.

2 commenti a “Dentro lo sguardo di Benedicta Boccoli – seconda parte”
  1. Chi ha scritto questo articolo con questa intervista a questa Grande Artista, io se posso permettermi lo reputo un vero talento del giornalismo.

    1. Grazie, siamo felici che ti sia piaciuto il nostro pezzo su Benedicta. Continua a seguirci le vostre opinioni sono sempre gradite e importanti per noi

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2 commenti a “Dentro lo sguardo di Benedicta Boccoli – seconda parte”
  1. Chi ha scritto questo articolo con questa intervista a questa Grande Artista, io se posso permettermi lo reputo un vero talento del giornalismo.

    1. Grazie, siamo felici che ti sia piaciuto il nostro pezzo su Benedicta. Continua a seguirci le vostre opinioni sono sempre gradite e importanti per noi

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