Seconda parte Intervista

…Ho riscoperto un po’ della mia tenerezza. Ce l’ho sempre avuta dentro di me…

Riprendiamo con la  parte finale della risposta che Patrizia ci ha regalato alla domanda di ieri…

D: Nella suavita pubblica ha sempre portato una grande energia e una faccia solare. Chi è nei giorni in cui non hai voglia di essere Patrizia Rossetti?

R: Però, nello stesso tempo… quando sono in televisione, sono molto energica. Faccio, brigo, sto con la mia bambina pelosa, la porto fuori…ma ci sono anche dei momenti di pigrizia assoluta. Adoro stare praticamente sul divano o sul letto, a vedermi tutti i film, tutte le serie, o a leggere. L’estate, per esempio, mi leggo un casino di libri. Quindi sì, sono meno energica, sono molto più pigra, infatti tutti mi dicono: ‘Ah, ma tu sarai una che va in palestra, fa attività…’Ma no, non è vero! Sono abbastanza pigrona.

 

D: C’è un dolore o una sconfitta privata che la ha insegnato più di qualsiasi successo televisivo?

R: Un dolore enorme è stato quello di perdere mia mamma, in età veramente molto giovane e in pochissimi mesi, in poco più di tre mesi. E lì, purtroppo, ho dovuto comunque continuare a lavorare, quindi ho dovuto scrollarmi di dosso questo dolore, non potendone neanche parlare, facendo finta di niente. Quindi… questa tipologia di dolore ti insegna tantissimo, molto più che la televisione.

È la vita normale che ti insegna. Poi, certo, ti può anche insegnare la televisione, ma la vita ti dà delle felicità immense e, allo stesso tempo, anche dei dolori drastici. Un altro momento drastico è stato quello della mia separazione e del mio divorzio, che sicuramente mi ha dato tanto dolore, tanta tristezza, tanta delusione. Poi, in televisione, devi far finta di niente… Però sono queste le cose che ti capitano nella vita, quelle che capitano a tutti

 

D: L’Isola dei Famosi è uno di quei contesti dove le maschere cadono. Qual è la parte di lei che ha ritrovato o trovato?

R: Alla mia età pensavo e penso ancora, di non dover trovare me stessa, una direzione ce l’ho già. Però ogni reality, se lo vivi davvero, qualcosa ti lascia. Io non ho mai portato maschere, quindi non ho avuto bisogno di toglierle, ma qualcosa mi ha insegnato lo stesso. Faccio un po’ fatica a essere affettuosa, coccolona… non lo era mia madre, e la vita tra lavoro, amicizie finite e amori sbagliati –mi ha resa più dura, più prudente. Però lì, sull’isola, ti ritrovi con persone diverse, storie forti, e in mezzo a quella solitudine…Ho riscoperto un po’ della mia tenerezza. Ce l’ho sempre avuta dentro. Ma la do solo a chi se la merita. E lì, anche se non conosci bene chi hai davanti, segui l’istinto, un abbraccio può davvero servire, anche a chi, come me, non ama troppo darli.

 

D: C’è una persona, anche lontana dal mondo dello spettacolo, che ha cambiato la sua vita senza nemmeno saperlo?

R: Forse sì, mio padre, ad esempio. Dopo tanti anni vissuti per conto suo, è tornato a vivere vicinissimo a me, e questo, senza saperlo, ha cambiato le mie abitudini, ero abituata alla mia indipendenza a decidere da sola, ora penso naturalmente prima a lui e poi a me. Ma le persone che davvero mi hanno migliorato la vita, giorno dopo giorno, sono i miei amici più stretti. Le mie famose tre P, Paola, Paolino e Patrizia. Veri, schietti, sinceri. Poi è arrivata anche Chiara , Chiaretta come la chiamo io, molto più giovane, ma per me quasi una figlia. Ci vogliamo bene, la rimprovero, la consiglio… c’è un’alchimia forte tra noi. E c’è anche Elisa Potenza, una mia ex allieva, oggi una presenza importante nella mia vita. Non so se mi hanno cambiata. Ma di sicuro, con il loro affetto, mi hanno resa una persona migliore.

 

D: Qual è il gesto più ribelle, che ha fatto nella sua vita senza pentirtene?

R: E’ stato a parole. Mi sono tolta la soddisfazione di mandare a quel paese, per non dire di peggio, a Vaffa, persone che mi davano fastidio, persone che non hanno capito chi fosse perché mi guardavano solo in apparenza. Cioè, guardavano solo Patrizia Rossetti e non la Patrizia. Non è che c’è molta differenza, però ci sono persone che purtroppo ti frequentano per opportunismo, perché sei Patrizia Rossetti e perché lavori in televisione. Ecco, queste persone, ho detto, “signori, andate a quel paese arrivederci”, perché io accanto a me voglio persone vere, schiette e sincere che soprattutto amino me, Patrizia, come donna, come persona, con tutti i miei pregi e con tutti i miei difetti, come io amo loro alla stessa maniera.

 

 D: Se dovesse scegliere solo due parole tra solitudine, libertà, consapevolezza e coraggio, quali sceglierebbe  e perché proprio quelle?

R: Devo dire che faccio fatica a scegliere, perché tutte queste parole mi appartengono, amo la solitudine, non la soffro. Anzi, mi serve. La libertà per me è indispensabile, perché io stessa la do agli altri e ho consapevolezza di quello che sono, di ciò che ho fatto, dei miei pregi, dei miei difetti, dei miei limiti. E poi ho coraggio da vendere, quando mi butto in qualcosa, devo arrivare fino in fondo. Ma se proprio devo sceglierne una, quella che mi rappresenta di più è libertà, è indipendenza.

 

D: Qual è il ricordo più potente della sua infanzia, quello che quando ci pensa la rimette al mondo?

R: Sicuramente la mia prima vacanza a Riccione con i nonni paterni, ho ancora una foto. Da piccola ero molto anemica, non mangiavo, sono nata di sette mesi… avevo avuto tante difficoltà.
Ma in quella vacanza, con il mio costumino rosso e i capelli corti è l’amore dei nonni qualcosa è cambiato, lì il mare mi ha dato tutta la forza che io evidentemente non avevo fino a quel momento, ho cominciato a mangiare come una maialina, e quello è un ricordo bellissimo.

 

D: Nel suo libro “Semplicemente io” si spoglia completamente senza troppi filtri. C’è una parte di lei che, anche nel libro, che ha deciso di proteggere e tenere solo per sé?

R: Nel libro sono stata me stessa, senza costruzioni. Vittorio Giovannelli, che ha attraversato quasi un secolo di televisione e cultura, ex direttore artistico di Mediaset, e ha scritto libri importanti sulla televisione dove mi ha citato come parte di questo mondo e di questo secolo, mi ha fatto i complimenti dicendo: “Non potevi essere che così. Chiara, schietta, sincera.”
Ci sono cose che, secondo me, devono restare nel proprio intimo, aspetti della mia famiglia, vicende personali che coinvolgono anche altri. Non mi piace parlare male delle persone, anche quando mi hanno fatto del male. E se lo faccio, cerco di farlo sempre con rispetto ed educazione. Quindi sì, ho raccontato quasi tutto di me, di Patrizia.

 

D: Se quel libro potesse avere un titolo alternativo, quale sarebbe stato e perché?

R: Il libro era già pronto editorialmente, aggiungerei qualcosa che forse nessuno ha raccontato mai davvero, il mio impegno, da anni, nell’insegnare conduzione televisiva. Sono stata la prima, e credo ancora l’unica, a farlo con costanza. Ancora oggi, quando posso, aiuto i giovani che vogliono realizzare questo sogno: insegno loro come parlare, come stare in diretta, come costruire una scaletta, come gestire la gestualità, la presenza scenica, la voce. Non è solo tecnica, è passione. E io, lo ammetto, sono anche molto severa, se vedo qualcuno che non ha le basi, non lo illudo. Dico la verità:
“Devi studiare molto di più, altrimenti non ce la fai.” Serve preparazione, dizione, pronuncia, e quel quid che fa la differenza.

 

D: Se le dicessi di raccontare Patrizia Rossetti usando tre oggetti della sua casa, quali sceglierebbe?

R: Il primo è un divano viola. Sì, lo so… dicono che in televisione il viola porti sfortuna, ma io lo adoro. È un colore che mi rappresenta. Il secondo sono le foto di tutti i miei cagnoloni, compresa l’ultima arrivata la Perla. Amo profondamente gli animali, e sono stata tra le prime, nei miei programmi, a parlare di animali in tv. Il terzo, inevitabile, è la televisione, perché sì, mi ha dato tanto. Ma soprattutto… perché ci sono entrata con il cuore, non con l’ambizione.

 

D: Se potesse  scrivere una frase sola su una parete di una città per lasciare un segno alle donne che verranno, quale sarebbe?

Liberatevi con Libertà, e siate indipendenti sempre…

 

C’è qualcosa di raro nel sentirsi accolti davvero, con Patrizia è successo, ci ha aperto la porta dei suoi ricordi, dei suoi dolori, delle sue verità. Non ha indossato filtri, non ha evitato le pieghe scomode, ci ha fatto entrare con lei, e dentro di lei, con quella schiettezza che non cerca effetto, ma contatto.
E noi, in quell’accesso così intimo, abbiamo sentito la sua fiducia, è questo che ci ha toccato più di tutto.
Ed è questo che, alla fine, ci ha restituito molto più di quanto abbiamo chiesto.

 

INSTRAGRAM
Il viaggio di Patriza Rossetti si svela nel suo feed di Instagram, invitandoti a scoprire una vita piena di energia. Unisciti a lei in questa avventura e lasciati guidare verso nuove scoperte. Segui Patriza Rossetti e diventa parte della sua storia straordinaria.

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