Papa Francesco

Papa Francesco: il mondo saluta il Papa degli ultimi

21 aprile 2025: un addio che segna il cuore

Alle 7:35 di questa mattina, Papa Francesco si è spento serenamente in Vaticano.
Aveva 88 anni.
Un uomo semplice, un pastore instancabile, un pontefice che ha riscritto il linguaggio del sacro, rendendolo umano, tangibile, vicino a tutti.

Il Papa degli ultimi, dei deboli, degli invisibili

Jorge Mario Bergoglio è stato il primo Papa sudamericano e il primo gesuita ad ascendere al soglio di Pietro.
Tuttavia, il suo vero primato è stato abbattere la distanza tra il trono e la strada.

Ha scelto di vivere nella Domus Sanctae Marthae, rinunciando agli appartamenti pontifici.
Ha abbracciato gli emarginati, ha parlato con i migranti, ha pranzato con i poveri.
Papa Francesco ha reso reale l’idea di una Chiesa povera per i poveri.
Era il Papa che ti guardava negli occhi e ti faceva sentire visto.
Era il Papa degli invisibili.

“Non è importante essere in pochi, lo sarebbe essere insignificanti”

Il suo pontificato ci lascia l’esempio concreto di una fede che cammina, che ascolta, che non si chiude in sacrestia.
Infatti, nel corso del suo servizio, Papa Francesco ha compiuto:

  • 47 viaggi apostolici in 66 Paesi
  • 40 visite pastorali in 49 città o frazioni italiane

Non sceglieva le grandi metropoli.
Al contrario, andava dove nessuno andava.
"Ho scelto di andare nei paesi piccoli", disse con il suo sorriso mite.

E ancora, ci ha insegnato:

"Non è importante essere in pochi, lo sarebbe essere insignificanti."

Il suo messaggio era chiaro: ogni vita conta. Ogni angolo del mondo merita ascolto.

“È triste e fa male vedere le porte chiuse”

Dietro la sua voce gentile, si nascondeva un’enorme forza morale.
"È triste e fa male vedere le porte chiuse", diceva, parlando non solo delle frontiere ma anche delle chiusure del cuore: egoismo, indifferenza, individualismo.

Tuttavia, Papa Francesco non ha mai smesso di tentare di aprire quelle porte.
Con gesti semplici, con parole che accoglievano, con uno sguardo che guariva.

Il Papa che camminava con noi

Papa Francesco non si è mai tirato indietro.
Era tra la folla, a piedi, in sedia a rotelle, sulla papamobile: sempre vicino alla gente.

Le immagini parlano da sole:
tra i fedeli a Yangon, con i migranti a Lampedusa, tra le mani dei bambini, con i carcerati, i malati, i dimenticati.

Non si è mai messo al di sopra. Si è messo accanto.

L’eredità di chi ha amato tutti

Il suo pontificato ci lascia un’eredità viva e potente:

  • "Fratelli tutti", l’enciclica sulla fratellanza e la solidarietà globale.
  • "Laudato si'", un inno alla custodia del Creato.

Inoltre, ci lascia il suo esempio: una fede che cammina, che ascolta, che non resta chiusa nelle sacrestie.

Fino all’ultimo, con noi

Fino all’ultimo, Papa Francesco ha scelto di essere presente.
Solo ieri, nel giorno di Pasqua, era tra noi: affaticato, ma sorridente; dolorante, ma presente.
Forse sapeva che quello sarebbe stato il suo ultimo abbraccio al mondo.

Ha scelto di esserci nel giorno della Risurrezione, il giorno più importante per la fede.
Non solo per i cattolici, ma per tutti, perché la rinascita è un concetto universale.

Mancherai, Papa Francesco

Papa Francesco era il Papa di tutti.
"Todos, todos, todos", ripeteva con tenerezza e fermezza.

Non il Papa di una dottrina, ma di una visione.
Non di una parte, ma di un popolo intero.

Era il Papa che univa.
E sì, mancherà a tutti noi.
Forse alcuni ancora oggi non se ne rendono conto, ma lo capiranno.

Perché chi ha fatto del Vangelo un gesto, chi ha fatto della fede un abbraccio, non si dimentica.

Mancherai tanto, Papa Francesco.
E continuerai a camminare con noi.

Invitiamo tutti a ricordare Papa Francesco non solo con il dolore della perdita, ma con la gioia di aver conosciuto, attraverso di lui, una fede che cammina accanto agli uomini e abbraccia ogni vita.
Papa Francesco

Di Ale&Ale

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