Mariana Prestes

Questa è Mariana: un’anima curiosa, coraggiosa, sempre pronta a reinventarsi. La sua storia è un intreccio di sogni, determinazione e amore per la vita, un viaggio fatto di scelte audaci, momenti di riflessione e una continua ricerca di crescita.

Ciao Mariana, grazie per questa chiacchierata! Iniziamo subito il viaggio nel tuo mondo….

D: Qual è stato il tuo primo lavoro e cosa ti ha insegnato

R: Ho il ricordo di una pubblicità televisiva di una bambola, la Baby Azul, avevo 6 o 7 anni. Ricordo che al casting c’erano tanti bambini e, senza capire bene cosa stesse succedendo, ho fatto quello che mi chiedevano. Un altro giorno sarei dovuta tornare da sola per girare lo spot, seguendo le istruzioni dei registi. Curiosamente, il giorno della registrazione non ero molto entusiasta e cercavo di nascondermi dietro la bambola mentre la musica andava. La regista e mia madre cercavano di attirare la mia attenzione, ed è lì che ho capito istintivamente che nel lavoro “comanda chi può e obbedisce chi ha buon senso”.

Dovevo farlo, punto. È stata la mia prima vera interpretazione: dovevo interagire con la bambola, e nonostante il mio cattivo umore, sono riuscita a non trasmetterlo. Ho imparato così, sotto pressione, quest’arte! Poi, a 13 o 14 anni, ho fatto un lavoro extra come commessa in un negozio del centro commerciale per le festività di fine anno: sono stata un successo nelle vendite! È stata la mia prima esperienza con il denaro e le responsabilità. Ci dice Mariana

D: Che lavoro facevi in Brasile e cosa ti ha spinto a cambiare settore o Paese?
R: Ho avuto molte esperienze prima di trovare un ambito che mi toccasse davvero: la comunicazione. Sono stata venditrice, operatrice di telemarketing per discoteche, ho lavorato nei locali notturni, come promoter, in agenzie di marketing… Nei ristoranti ho coperto praticamente tutti i ruoli fino a diventare manager generale, ma non sopportavo la routine e sono passata all’organizzazione di eventi.
Cambiare Paese è stata una decisione completamente familiare e non legata al mio percorso professionale, che tra l’altro andava molto bene a San Paolo.

D: C’è qualcosa della tua vita in Brasile che ti manca molto, anche a livello professionale?
R: Il cibo!!! A livello professionale, mi è mancato molto il momento in cui ho lasciato il Paese, perché stavo davvero bene. Avevo una rete di clienti consolidata e ho sempre creduto che la parte più importante del mio lavoro fosse il networking. A San Paolo ho costruito relazioni solide, e so che le porte non sono chiuse, perché mantengo i contatti e so che le persone fanno il tifo per me. Ho creato legami e amicizie che dureranno per tutta la vita. Mariana sorride

D: Hai mai pensato di lasciare tutto e ricominciare da zero in un altro settore?
R: L’ho fatto tante volte! Mi sono sempre azzerata per esplorarmi e reinventarmi. Sono una persona curiosa e il coraggio non mi è mai mancato. Dico sempre che chi ha sete cerca la fonte! E che sono “pronta a tutto”, senza paura delle difficoltà.

D: Se potessi scegliere qualsiasi professione, senza limiti, quale sceglieresti e perché?
R: Quella Mariana di 6 anni, nella pubblicità della bambola, ha scoperto il fascino della recitazione. Amo l’arte di recitare e il mio sogno era diventare attrice. In un angolo speciale dentro di me, questo sogno esiste ancora. E, racconta Mariana, magari lo avvererà.

D: Esiste un progetto segreto che stai coltivando e che speri di realizzare?
R: Se è segreto, no? (ride). Scherzo! Ma posso dire che ho imparato nella vita che tutte le esperienze, anche le più assurde, si connettono e mi hanno resa la professionista che sono oggi.
Ad esempio, nel settore degli eventi, quello che mi ha sempre colpito è stata la sensazione di essere su un palco, forse perché la mia passione per il teatro è sempre stata presente. Ogni lavoro è stato un pezzo di questo puzzle.
Il mio sogno segreto è proprio questo: riuscire a dare una forma unica a tutto ciò, trasformandolo in un progetto visivo.

D: Ti senti più una persona che cerca stabilità o che preferisce rischiare per inseguire i suoi sogni?
R: Sono una che rischia, mi sono sempre lanciata senza paura del cambiamento. Ma la vita è equilibrio, no? Da giovane madre, ho dovuto cercare stabilità, anche quando il mio spirito voleva avventura. Alla fine, ho sempre rischiato dentro i limiti del possibile e forse anche un po’ oltre.

D: Quanto di ciò che fai oggi riflette la Mariana che sognavi di essere da bambina?
R: Molto, ma in un modo reinventato. Ho trasformato il mio mondo reale in un palco.
Quando lavoravo nei ristoranti, all’inizio mi vergognavo di fare la cameriera. Ma respiravo, guardavo intorno e pensavo: “Mariana, questo è un palco. Entra e fai la tua parte.” E così interpretavo il ruolo tanto bene che sono finita su una rivista come la miglior cameriera, ho guadagnato bene e ho fatto carriera fino a diventare consulente per il personale nei ristoranti.
La mia passione per la recitazione è sempre stata presente, ma adattata al momento.

D: Dove vorresti vivere tra dieci anni e come immagini la tua vita?
R: Sogno una casa grande, immersa nel verde e vicino al mare, nel Litoral Norte di San Paolo.

D: Qual è una sfida personale che vuoi superare per sentirti pienamente realizzata?
R: La costanza. Soprattutto nei giorni in cui le cose non vanno come vorrei e bisogna aspettare i risultati. A volte il mio timore di sbagliare mi paralizza, ma credo molto nel valore del team: ho sempre resistito quando ho avuto persone valide al mio fianco. Mi manca quella sicurezza di proseguire anche quando tutto sembra non funzionare…

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Abbiamo avuto il piacere di conversare con Mariana Prestes in un dialogo intenso e autentico. Con grande sincerità, ci ha permesso di scoprire una parte più profonda di sé.

La prima parte dell’intervista è ora online. Non perdetevi il seguito, in arrivo domani!

 

Di Ale&Ale

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