stefania orlando

Vogliamo iniziare con queste parole che  Stefania Orlando ci regala durante l’intervista…

Omnia munda mundis, tutto è puro per i puri…

Dietro il sorriso luminoso e la leggerezza intelligente, Stefania Orlando è una donna che vive scegliendo la profondità anche quando il mondo ci chiede di fermarci in superficie e lo fa con una gentilezza autentica, mai concessa per debolezza, ma sempre decisa e vera. Ci parla di sé, delle donne e del suo modo di affrontare la vita, con quell’equilibrio che sa essere forza senza rinunciare alla delicatezza. 

Oggi, più che un’intervista, vogliamo condividere una bellissima chiacchierata.

Perché, a volte, le domande servono solo da punto di partenza, e quello che accade dopo va oltre ogni scaletta. Le parole si fanno spontanee, i pensieri si intrecciano e l’intervista si trasforma in qualcosa di più, una conversazione vera, un racconto condiviso.

Ciao Stefania e grazie per questo tempo condiviso…

Stefania, se oggi potessi raccontarti a chi ancora non ti conosce davvero, quali sono le parole con cui sceglieresti di presentarti?

Mi descriverei come una persona semplice, che ama la semplicità e che, forse proprio per questo, non ha mai cercato troppo in alto, preferendo accontentarsi di ciò che ha. Sono molto disponibile e sensibile, ma anche molto attenta al rispetto, quando sento di non riceverne, tendo a chiudermi e a ritirare ciò che avevo dato. Ho bisogno di costruire un legame di fiducia per aprirmi davvero, perché sono piuttosto diffidente. Se dovessi usare tre parole per descrivermi, sarebbero: semplice, diffidente e leale.

Cosa significa per te essere una donna che ha scelto di stare dalla parte delle donne?

E su questo tema vogliamo dare il giusto spazio alla risposta di Stefania..

Sono dalla parte delle donne, ma non a prescindere. Ritengo giusto che le donne abbiano gli stessi diritti degli uomini, perché hanno lottato per conquistarli, e non dobbiamo dimenticare che celebriamo la Festa della Donna proprio per onorare quelle che prima di noi si sono battute per il diritto di voto, per l’accesso allo studio, per essere libere. Nonostante i progressi, ci sono ancora grandi disuguaglianze e penso, per esempio, alla disparità salariale o a certi modi di pensare radicati nella nostra cultura.

Di recente mi è stato detto: “Stefania è una donna con gli attributi”. Da un lato può sembrare un complimento, dall’altro dimostra quanto ancora l’idea di forza sia associata a caratteristiche “maschili”. Come se, per essere considerate donne valide, dovessimo per forza assomigliare a un uomo.

Per questo continuerò a difendere i diritti delle donne e a lottare per la parità. Tuttavia, non sto con le donne “a prescindere”. Nelle situazioni concrete, valuto persona per persona, caso per caso. Non è una questione di genere, ma di giustizia, per me è soprattutto una questione di persone. 

Difendo il diritto delle donne a essere libere e rispettate, ma nella vita quotidiana distinguo tra esseri umani, persone per bene e persone meno per bene

Certo, se consideriamo i casi di femminicidi e violenze che continuano a verificarsi con una preoccupante frequenza, io sono decisamente dalla parte delle donne. Ritengo fondamentale che vengano imposte pene certe, sicure e rapide.

Cosa ti fa sentire vulnerabile oggi, più di quando avevi vent’anni?

In realtà, è esattamente il contrario, ci racconta Stefania.  Mi sentivo molto più vulnerabile a 30 anni di quanto mi senta oggi. All’epoca ero molto più schiava del mio aspetto fisico. Per il lavoro che faccio, pensavo che l’immagine fosse tutto, e mi sentivo spesso insicura rispetto alle altre. Bastava un commento fuori posto, qualcuno che mi diceva che ero ingrassata, che il trucco non era perfetto, che un vestito non mi stava bene  per buttarmi giù e farmi dubitare di me stessa. Stefania continua….

Oggi non è più così, quei commenti non mi toccano più, perché ho imparato a non dare importanza a ciò che non conta davvero. Sono una donna molto più risolta, più forte e più consapevole. Gli anni mi hanno fortificata, e ora so chi sono, al di là dell’aspetto esteriore.

La gentilezza è un tuo tratto distintivo. Chi ti ha insegnato il suo valore e come la coltivi nelle tue relazioni, rendendola subito riconoscibile dal tuo pubblico?

Come la porto? Come la inserisco? In realtà, non me lo sono mai chiesto fino in fondo è qualcosa che mi viene spontaneo. Forse è qualcosa che ho assorbito crescendo, dalla mia famiglia, oppure è semplicemente parte del mio modo di essere. Quando qualcuno mi dice che sono una persona gentile, come hai fatto tu, mi fa piacere davvero. Non è qualcosa che costruisco o programmo,  racconta Stefania, è solo il modo in cui mi sento di stare al mondo. Mi piacciono la gentilezza, l’educazione, il rispetto. Sono valori in cui credo profondamente, e che cerco di portare in ogni gesto, in ogni parola. Per me, sono il modo più vero di essere in relazione con gli altri.

 

Ma non temi che, a volte, la gentilezza venga scambiata per debolezza?

Succede, eccome. C’è chi confonde l’educazione con l’ingenuità, o la disponibilità con il farsi mettere i piedi in testa. Ma sbaglia.
Io sono gentile perché scelgo di esserlo, non perché non saprei fare altrimenti e aggiungo, che quando voglio, io so essere “fieramente stronza”. La gentilezza è una scelta, non un limite.

C’è una frase che ti rappresenta, un pensiero che ti guida ogni giorno?

Sì, una in particolare “Ogni giorno mi sveglio e mi chiedo che tipo di donna voglio essere.” Perché ogni giornata è diversa, porta sfide diverse, emozioni nuove. E io voglio essere presente a me stessa, scegliere chi voglio essere in quel momento: forte, dolce, paziente, decisa… ma sempre vera.

Cosa speri di lasciare nel cuore delle persone che ti hanno incrociata, anche solo per un istante?

Quello che mi auguro di lasciare nel cuore delle persone, anche solo di chi mi incrocia per un attimo, è qualcosa di semplice ma vero, il ricordo di una persona gentile, rispettosa e autentica. Non cerco applausi né consensi facili, ma mi piacerebbe che chi mi incontra possa portare con sé un esempio di educazione, eleganza e rispetto, anche solo attraverso un gesto o una parola.

Ti racconto una cosa…

L’altra mattina accompagnavo il mio compagno alla recita di sua figlia a scuola. Si avvicina una mamma con un bambino di nove anni e mi dice: “Lui si chiama Flavio e vorrebbe tanto fare una foto con te.”
Io, lo ammetto, ho pensato: ok, è una scusa della mamma per farsi una foto lei. Ma poi guardo il bambino e gli chiedo: “Flavio, ma tu mi conosci?”
E lui mi risponde: “Sì, ti ho seguita al Grande Fratello.”
Gli chiedo allora: “Come mai vuoi una foto?”
E lui, con una semplicità disarmante, mi dice: “Perché mi hai colpito per la tua eleganza e per la tua educazione. Mi piaceva come riuscivi a dire le cose alle persone senza usare parolacce.”

Pensa, un bambino di nove anni. Mi ha lasciata senza parole. Poi ha aggiunto: “Io da grande voglio diventare come te”, intendendo proprio quel modo di comunicare, chiaro, diretto, ma sempre rispettoso.

Quell’incontro mi ha toccato profondamente, perché mi ha fatto capire che si può arrivare a qualsiasi generazione. E che anche senza rendertene conto, puoi lasciare qualcosa di buono. A Flavio, credo di aver lasciato un’idea: che si può essere assertivi, far valere le proprie idee, senza mai scadere nei mezzucci, nelle urla o nelle mancanze di rispetto

Se dovessi scegliere oggi un progetto che non ha nulla a che fare con la televisione, quale sarebbe?

 Mi piacerebbe moltissimo, e magari un giorno lo farò, aprire un rifugio per animali, una sorta di pensione dove le persone possano lasciare i loro cani o gatti in un ambiente sereno e accogliente. Questa idea nasce anche dalla perdita della mia Margot, quasi due anni fa. È stata l’ultimo, e forse il più grande, dei miei amori e da allora non me la sento di avere con me un altro cuoricino peloso. Ma mi piacerebbe creare un luogo immerso nel verde, con giardini e spazi dove gli animali possano stare bene. Sarebbe un modo per restare in contatto con loro e con la natura, che per me è una vera forma di benessere e per onorare Magot, trasformando il dolore della perdita in un gesto d’amore.

Se volessi  inventare un format che però rappresenta te stessa al 100%. Quale tipo di emozioni vorresti inserire e vorresti far vivere allo spettatore?

Mi piacerebbe trovare un modo per rendere lo spettatore sempre più protagonista, andando oltre la classica interazione da casa. Non parlo del solito giochino o del televoto, ma di qualcosa di più coinvolgente, che permetta davvero al pubblico di sentirsi parte attiva di ciò che accade. Non so ancora con quale formula precisa, ma l’idea sarebbe quella di creare un meccanismo in cui le persone possano contribuire, dire la loro, influenzare in qualche modo il racconto o l’evoluzione di un progetto. Credo che oggi il pubblico abbia sempre più voglia di partecipare, di sentirsi coinvolto, e quando gli si dà spazio si crea anche più autenticità, più verità. Sarebbe bello riuscire a portare tutto questo in un contesto televisivo o digitale

 Guardando ai prossimi mesi, hai già progetti concreti o vivi più nell’attesa di ciò che verrà?


Io sono della filosofia dell’“essere sempre pronta”. Questo è un mestiere precario per natura, e con il tempo ho imparato che le certezze sono rare. Non vivo aspettando conferme, ma mi mantengo in uno stato di apertura, curiosità e disponibilità.

Spero che da settembre possano concretizzarsi alcune cose a cui tengo molto, ma oggi non ho certezze: solo possibilità, e un’attesa serena. I dubbi, in questo lavoro, smettono presto di essere dubbi: diventano parte del quotidiano.

Il mio vero progetto, quello che sento davvero mio, è vivere bene. Godermi la mia famiglia, le cose che ho, le piccole gioie di ogni giorno. Credo sia fondamentale essere grati per ciò che si ha, prima ancora di desiderare altro.
E poi sì, se il destino vorrà, ci rivedremo presto. E tutto ciò che arriverà sarà comunque un regalo.

E così, quella che era iniziata come un’intervista si è trasformata, passo dopo passo, in qualcosa di più, un racconto condiviso, un confronto sincero, quasi una chiacchierata al bar davanti a un caffè. Di quelle in cui non si cerca una risposta perfetta, ma si lascia che le parole scorrano, libere, e portino dove vogliono loro.

È anche per questo che abbiamo scelto di dare un’immagine diversa alle risposte: non solo dichiarazioni, ma pensieri che respirano, emozioni che si raccontano con naturalezza.
Grazie a Stefania per averci aperto il suo mondo con autenticità, senza maschere. Perché ci vuole coraggio, oggi, a mostrarsi così: gentile, lucida, umana.

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Stefania Orlando, una presenza affascinante su Instagram, ti invita nel suo mondo vibrante. Ogni post offre uno sguardo sulla sua vita, ricca di passione, creatività ed eleganza. Segui Stefania Orlando per immergerti in un viaggio di stile, avventura e possibilità.
1 commento su “Da intervista a incontro: Stefania Orlando oltre le risposte”

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Di Ale&Ale

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