Non sono solo colleghe, amiche, sono un intreccio di storie, di palcoscenici masticati e di quella sana voglia di ridere dei propri guai che, a una certa età, diventa l’unico vero superpotere. Alessandra Ierse, Nadia Puma, Alessandra Sarno, Laura Magni, Rossana Carretto e Viviana Porro non fanno solo sketch, mettono in scena la nostra quotidianità, quella che spesso nascondiamo dietro un “tutto bene, grazie”, cè qualcosa di magico nel vederle insieme.
Un paradosso meraviglioso nel nome che queste sei donne hanno scelto in un mondo di persone che “se la tirano”, che devono sembrare tutte manager in carriera o guru della consapevolezza, loro hanno scelto l’umiltà di definirsi Le Scemette Ma attenzione, perché è una trappola: la loro è una scemenza lucida, un’ironia talmente affilata che solo chi ha capito davvero la vita può permettersi.
Essere una “Scemetta“, nel loro vocabolario, non significa essere superficiali, ma avere il coraggio di guardarsi allo specchio e ridere delle proprie rughe, delle proprie fisse e di quelle piccole ipocrisie quotidiane. È l’umiltà di chi non sale in cattedra ma preferisce stare sul marciapiede a osservare con amore e sarcasmo il traffico delle emozioni umane. Il loro progetto Sketch in the City è un viaggio tra le nevrosi e le tenerezze di noi donne
Il trionfo della realtà, le mamme di Sanremo
Ma il vero colpo di genio, quello che ti fa sorridere anche attimi dopo, è la loro capacità di smontare il mito in un secondo. Prendete la parodia sulle mamme dei cantanti di Sanremo, mentre l’Italia intera discute di look e testi profondi, arrivano loro e rimettono la chiesa al centro del villaggio. Perchè Le Scemette giocano sull’equivoco e sull’assurdo, raccontando il mondo della musica attraverso lo sguardo spiazzante di una madre, i nomi d’arte diventano il motore della comicità e un modo per smontare, con affetto e ironia, le identità costruite del panorama musicale contemporaneo. Tra fraintendimenti, parentele improbabili e battute fulminanti, il racconto procede come una filastrocca satirica che mette tutti sullo stesso piano, senza distinzioni di genere o successo. Ne nasce una parodia leggera ma intelligente, capace di far sorridere perché restituisce, con semplicità, il cortocircuito tra immaginario artistico e realtà quotidiana.
Mentre tutti cercano di fare “la scena”, loro mettono in atto le scemette, dei piccoli frammenti di verità che smontano la finta perfezione. La loro ironia è generosità, si espongono, si mostrano fragili per dirci che va bene così, che oltre i 50 anni si può essere tutto e il contrario di tutto e la vera intelligenza non sta nel non sbagliare mai, ma nell’avere la lucidità di ridere dell’errore.
Se dovessimo riassumere questo sestetto con un’unica parola che unisca il nome alla sostanza, sarebbe: Scem-Etica. Perché c’è un’etica profonda nel far ridere senza cattiveria, nell’usare l’umiltà come scudo e la lucidità come spada.
L’Intervista
Qual è stata la “scemetta” del passato che vi ha dato il coraggio di non essere perfette? L’imperfezione è sempre una dote, mai un difetto. Per noi Monica Vitti era fantastica ma non aveva una voce da usignolo, eppure è stata un’attrice comica e drammatica e la sua voce così particolare è stata il suo marchio di fabbrica, il suo elemento distintivo.
Quando scrivete, chi è l’avvocato del diavolo e chi quella che dice: “No, è solo maledettamente vera”? Nasce quando meno te l’aspetti: o da un lavoro di testo che ha scritto una di noi e poi sviluppato insieme, o da qualcosa che è successa davvero. La realtà molto spesso supera ogni elaborazione comica.
Cosa riuscite a fare insieme che, da sole, non avreste mai osato portare sul palco? Insieme riusciamo ad osare di più, per esempio, in uno sketch le Scemette si baciano!
Se doveste ambientare un progetto in un unico luogo, quale scegliereste per mettere a nudo l’essere umano? Abbiamo già fatto sketch sul funerale e sulla sala d’attesa, per cui sceglieremmo il supermercato! Sarebbe molto divertente e verrebbe fuori il meglio e il peggio della… spesa!

Se poteste invitare una settima Scemetta “storica” (Anna Marchesini, Franca Valeri) o una vostra zia bizzarra? Beh, sicuramente hai fatto dei nomi pazzeschi, per cui ben venga la settima ma anche l’ottava! Sarebbe stato il massimo fare uno spettacolo intero con entrambe le signore che hai nominato. Anche se, poi, avremmo anche una nona “Scemetta” da inserire: è la zia di una scemetta pugliese, zia Titina, che abita a Molfetta. È una donna con un senso dell’umorismo e una parlata che fa letteralmente morire dal ridere. Secondo noi viene giù il teatro!
Cosa direste a una ragazza di vent’anni che vuole fare il vostro mestiere? Di aspettare. A vent’anni in realtà non sai ancora con precisione cosa fare; devi trovare le tue “corde” e su quelle non ti ci devi appendere, ma devi prima fare un percorso. Si parte dal dramma per finire in farsa, ma la farsa ha bisogno di cicatrici, ovvero del suo tempo.
Qual è il segreto che vi sussurrate in cerchio prima che si apra il sipario? Abbiamo il nostro rito scaramantico, però è un segreto e non si può svelare! Il collante resta la squadra, perché come diciamo sempre: “Quando le donne fanno gruppo non ce n’è per nessuno!”.
L’appuntamento
Questa forza del gruppo, fatta di “Resistenza” e “Partecipazione”, non si ferma qui. Le Scemette sono pronte a portare la loro verità lucida e spettinata di nuovo davanti al pubblico, per dimostrare ancora una volta che la comicità è l’arma più potente che abbiamo per restare umani.
Volete ridere di gusto e scoprire nuove storie di queste donne fantastiche? Allora segnatevi la data, Fuxia appuntamento il 31 a Zelig! Saremo lì, presenti e cariche, per raccontarvi ancora una volta l’universo femminile tra sorrisi, paradossi e tanta libertà. Non mancate!
20/3 Villasanta (MB)
31/3 Zelig (MI)
11/4 Carate Brianza (MB)
16/4 Zelig (MI)
21/5 Zelig (MI)
Calendario in aggiornamento

I Re-X su Rete NeTVision e il rock diventa racconto
Dalla puntata di NeTVision Box emerge una band in ascesa capace di trasformare la musica in un ponte tra emozioni e arti diverse. Non è

“Sottona: cosa stiamo davvero normalizzando?”
Sottona… nel rumore continuo dei social e della televisione, alcune parole restano impresse più di altre, agendo come una sorta di eco che non accenna

Melody Castellari
Un ponte tra generazioni e stili, Melody Castellari, figlia del celebre autore del brano, si unisce a Lorenzo Lombardi Dallamano per una rilettura raffinata, contemporanea

Le Scemette: donne, palco e libertà
Non sono solo colleghe, amiche, sono un intreccio di storie, di palcoscenici masticati e di quella sana voglia di ridere dei propri guai che, a

Fiordaliso tra musica e teatro, la libertà e una carriera “Senza Etichette”
“Non voglio mica la luna”.Basterebbe il titolo di questa canzone di Fiordaliso per raccontare un modo di stare al mondo, diretto, libero, senza fronzoli. Una

Energia, Palco e Libertà, l’8 Marzo di Eleonora Cecere a Palazzo Forani
Per Eleonora Cecere, l’8 marzo non è solo la Giornata Internazionale della Donna, ma l’occasione per trasformare il passato in una lezione di vita condivisa,
Condividi:
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Threads (Si apre in una nuova finestra) Threads
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X

