Altro che hit estiva. Questa è la carezza che brucia per Loredana Bertè
C’è chi, a maggio, cerca la colonna sonora perfetta per i primi tuffi e i tramonti in spiaggia.
E poi c’è Loredana Bertè, che con i Boomdabash firma un brano che va in direzione opposta: “Una stupida scusa” non punta al tormentone, ma al cuore. È una traccia che sa di sale, di notti insonni, di parole non dette e sguardi che pesano più dei silenzi.
Un singolo che non vuole solo farti ballare.
Vuole farti sentire. E ci riesce, senza compromessi. Un ritorno atteso: sette anni dopo, un nuovo capitolo
Dopo il successo travolgente di “Non ti dico no” nel 2018, la collaborazione tra Bertè e Boomdabash torna con nuova profondità.
Ma non aspettatevi la stessa atmosfera: qui non c’è spazio per cocktail, sabbia dorata o sorrisi leggeri.
“Una stupida scusa” è parole che graffiano, beat che culla, reggae che avvolge. È una traccia che ti guarda dritto negli occhi mentre ti racconta una verità scomoda, dolceamara.
Una lover hit malinconica, intensa, che ti entra sotto pelle come una fotografia di un’estate che non hai mai davvero vissuto – ma che inspiegabilmente ricordi.
Emozione pura: le voci degli artisti e di Loredana Bertè
Biggie dei Boomdabash racconta così l’anima del brano:
“È una notte d’estate, con la luna che si specchia nel mare. È reggae, ma non è festa: è sentimento.”
Loredana Bertè, come sempre, non recita: vive ciò che canta. E lo dice chiaramente:
“Nelle notti in cui Giove bacia Venere, lasciatevi sedurre da questa canzone. È malinconia, desiderio, e il mio amato reggae che torna a vivere.”
Sono parole che si scolpiscono nel testo e che ne diventano il cuore pulsante. Non c’è artificio, solo esperienza, voce vissuta, anima nuda.
Loredana Bertè: musica come resistenza
“Una stupida scusa” è l’ennesima prova che Loredana non si arrende mai al prevedibile.
È una donna che ha fatto della musica la sua lotta personale, la sua rinascita continua.
Ogni strofa è una ferita che canta, ogni nota una scintilla che accende il palco e chi ascolta.
La sua voce non ha bisogno di cornici: è riconoscibile, diretta, inconfondibile. Ti travolge. Ti chiede senza mezze misure:
“Dove sei stato mentre io cadevo e mi rialzavo?”
Ecco cos’è questa canzone:
Una dichiarazione. Una lettera aperta. Una fenice sonora che torna – ancora – a incendiare palco e petto.
Non è “una stupida scusa”.
È una verità che ci serve. Quella che brucia, consola, e resta.
Loredana Bertè: la forza di chi non ha mai mollato
In un mondo che spesso premia l’effimero, Loredana Bertè è la prova vivente che la speranza e il coraggio sono rivoluzionari.
È sopravvissuta al dolore, alla solitudine, al giudizio, alla perdita. Eppure è ancora qui non solo presente, ma potente, indispensabile.
La sua voce non si è mai piegata alle mode. Ha resistito agli anni, agli sbagli, alle etichette. Ogni volta che è caduta, si è rialzata con un disco, una nota, una verità lanciata in faccia al mondo senza filtri.
“Una stupida scusa” è solo l’ultimo capitolo di un percorso fatto di crepe trasformate in luce, di fragilità gridate e mai nascoste.
Non è solo musica: è una lezione di resistenza, un promemoria per chiunque si senta rotto ma ancora vivo.
Perché Loredana non ha mai chiesto il permesso di essere se stessa.
E questa, oggi più che mai, è la sua vera forza.
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CREDITS UFFICIO STAMPA
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