elena Coniglio

Elena Coniglio è stata uno dei volti più amati di Ballando con le Stelle, prima ballerina elegante, energica e indimenticabile. Ma dietro la danza, c’è una donna che ha molto da raccontare.

La danza è molto più di un movimento è un linguaggio silenzioso che comunica emozioni, racconta storie e, se la si osserva con attenzione, svela verità oltre le parole.

Abbiamo affrontato tutto questo con Elena Coniglio, in una delle nostre “chiacchierate”, in cui si è raccontata liberamente, condividendo pezzi della sua vita che vanno ben oltre le luci del palco. Tra successi televisivi, perdite profonde, nuovi inizi, radici da cui ripartire e sogni che brillano ancora, Elena ci accompagna in un viaggio intimo e potente, dove scopriamo non solo l’artista, ma soprattutto la persona.

Preparati a conoscerla davvero, perché, alla fine, le vite  in un modo o nell’altro  si avvicinano tutte un po’ e certe distanze che sembravano lontane si accorciano. Perché sotto ogni storia, ogni maschera, restiamo tutte persone.

Ciao Elena e grazie per questa intervista,

Elena, se dovessi raccontarti senza parlare né di ballo né di TV… cosa rimarrebbe?

Resterebbe semplicemente Elena. Una persona che crede profondamente nei legami autentici: nelle amicizie vere, nell’amore sincero, nella famiglia come punto di riferimento. Cerco sempre di fare del bene agli altri, anche quando questo significa mettermi da parte. A volte forse esagero in altruismo, trascurando me stessa e le mie emozioni. Ma sto imparando a trovare un equilibrio, a prendermi cura anche di Elena.

 

C’è una parte di te che il pubblico non ha mai visto, ma che forse meriterebbe il “primo piano”?

Il mio “primo piano” meriterebbe di essere visto per la mia caparbietà, la tenacia e la voglia di arrivare, a volte però faccio fatica a emergere, forse per paura di non piacere o di espormi troppo. Dopo la televisione ho iniziato un percorso su me stessa, con il supporto di professionisti, per capire e superare questi blocchi. Credo che quella parte forte di me debba ancora trovare il momento giusto per uscire davvero.

 

Se potessi mettere in scena una coreografia che rappresenta la tua vita… che titolo avrebbe? E il finale, sarebbe già scritto?

Si intitolerebbe Le avventure di Elena. Perché è davvero come se avessi vissuto almeno cinque vite diverse: piene di momenti bellissimi, ma anche di passaggi molto difficili. Sono stati proprio i momenti belli a darmi la forza per affrontare quelli più bui. Il finale? Non è ancora scritto, e va bene così. Amo le sorprese. Ma una cosa la so: sarà un lieto fine. Perché credo nelle storie che, alla fine, trovano la loro luce.

 

Ballando con le Stelle ti ha lasciato addosso più brillantini o più cicatrici invisibili?

Decisamente più brillantini. Ho avuto la fortuna di conoscere persone meravigliose e di vivere emozioni fortissime, soprattutto la prima volta, quando per me molti di loro erano veri e propri miti. Poi, parlandoci, scoprivi la loro umanità, le fragilità, le paure… ed è lì che ho imparato tanto. Mi hanno fatto sentire importante, accolta. E la cosa più bella è che con tanti di loro, come Boldi, Insinna, Lillo & Greg, e Papaleo, è nata un’amicizia vera, che dura ancora oggi. Questo, per me, vale più di qualsiasi trofeo.

 

Hai condiviso la pista con tanti volti noti: chi ti ha sorpresa più di tutti?

Quello che mi ha sorpreso di più è stato Flavio Insinna, abbiamo lavorato molto insieme, soprattutto quando ha partecipato come super ospite, si è affidato completamente a me abbiamo scelto insieme la musica, un tango meraviglioso, e ha dimostrato una tenacia straordinaria. È stato uno dei momenti più belli a Ballando. Mi ha colpito anche Boldi per la sua voglia di mettersi sempre in gioco, con il sorriso, impegno e una grandissima professionalità.

 

C’è un momento sul palco che non ti togli dalla pelle? Uno di quelli che, anche tra vent’anni, ti farà brillare gli occhi?

Si, quando ho aperto La Corrida in prima serata su Canale 5, insieme ad Antonella Elia, con la conduzione di Flavio Insinna. Ricordo ancora l’emozione fortissima di quel momento tutte le luci puntate addosso, l’adrenalina, la responsabilità di aprire una serata così importante. Per me è stato magico, uscivo dal mondo del ballo, dove ero prima ballerina, e quella serata ha rappresentato l’inizio di un nuovo capitolo, ossia la co-conduzione. È stato come un segnale che mi ha detto ‘puoi farlo’. E quella sensazione, quella energia, non me la toglierò mai di dosso.

 

Quanto ti ha cambiata , o svelata, quel tipo di televisione?

La televisione non mi ha solo cambiata… mi ha svelata è  come se avesse acceso un riflettore su una parte di me che nemmeno io conoscevo davvero. Io sono un animale da palcoscenico, sì, l’ho sempre saputo adoro stare al centro, ballare, condurre, vivere quella vibrazione che ti arriva dritta dal pubblico. Ma davanti a una telecamera è tutta un’altra storia.

Mi ricordo la prima volta, davanti a me non c’era un volto, ma un obiettivo, freddo, dritto, fisso… e dietro persone che si muovevano come fantasmi silenziosi. E io lì, a chiedermi: “E adesso?” È stato emozionante, straniante, bellissimo, non avevo più il feedback immediato degli occhi del pubblico, ma dovevo fidarmi di me stessa, della mia energia, di quello che trasmettevo. E ho scoperto che funzionava! Che bucavo lo schermo!

E allora sì, la tv mi ha messo alla prova, ma soprattutto mi ha fatto scoprire un lato nascosto, una forza nuova. Non so se si dica “teleobiettiva”, (noi lo lasciamo, ci piace)  ma so che quando parlo, ballo o conduco davanti a una telecamera, qualcosa accade. E scusate se non suona umile, ma ogni tanto bisogna dirselo, sono nata, per questo.

 

Hai sempre vissuto il corpo come uno strumento o c’è stato un momento in cui ti sei sentita prigioniera di un’idea di perfezione?

Sì, soprattutto quando facevo sport a livello agonistico. Era tutto focalizzato sull’efficienza, resistenza, allenamento, alimentazione seguita da professionisti. Mi alzavo presto, ore di palestra, ore di prove… ma non lo vivevo come un peso, era parte del mio percorso.

Il momento difficile è arrivato quando mi è stato chiesto di rientrare in certi standard estetici in tempi strettissimi. Lì sì, mi sono sentita un po’ prigioniera. Non tanto per il corpo in sé, ma per l’idea di perfezione imposta, quella che spesso vediamo anche oggi sui social, dove ogni imperfezione sembra un errore da correggere.

Paradossalmente si fanno tante campagne per promuovere l’accettazione, ma poi si continua a spingere un ideale irraggiungibile. E questo, soprattutto per le più giovani, può diventare pericoloso, oggi siamo tutti un po’ intrappolati in questo meccanismo. E forse è arrivato il momento di cambiare davvero lo sguardo, partendo da noi stessi.

elena Coniglio

Prossima coreografia della tua vita,  che musica ci metti e con chi la danzi?

Ci metterei una musica morbida, profonda, una rumba… qualcosa che scivola dentro, che parla al cuore prima ancora che ai passi,  la danzerei con le persone che davvero mi sono state vicine. Perché dopo un periodo difficile, in cui ho perso tutto, anche casa in un incendio, li ho capito chi c’era davvero e chi non mi è rimasto accanto, come la persona che  avevo accanto, chi diceva di amarmi.

La mia famiglia non mi ha mai lasciata sola, le mie amiche sono stata sempre accanto a me e poi ci sono amiche speciali, una di quelle che non ti lasciano, Anna e Stefani.

 

C’è un progetto a cui stai lavorando in silenzio, ma che ti batte forte dentro e non vedi l’ora di svelare?

Io ne ho uno diverso ogni giorno  è più forte di me! Alcuni li porto a termine, altri li lascio decantare… ma uno dei più grandi, quello che mi rende più fiera, è aver ricostruito la mia vita. 

Ora però guardo avanti, sto lavorando per tornare in televisione, magari con uno spettacolo tutto mio, qualcosa che parli di danza, certo… ma anche di me. Ho anche un’idea nel cassetto, un reality legato al mondo subacqueo. Si,  perché ho tre brevetti da sub, e sarebbe meraviglioso unire avventura, natura e intrattenimento.

E poi, perché no? Anche qualcosa di comico. Perché la vita è dura, ma se non impari a riderci sopra, rischi di perderti il meglio. E io il meglio… me lo voglio ballare tutto.

 

Grazie Elena per questo “tempo condiviso”…

e  ci ritroveremo presto in una bella intervista radiofonica.

Tra salti nel buio e nuovi inizi, Elena ci ricorda che non c’è coreografia più bella di quella che scriviamo ogni giorno con il coraggio di essere autentici. E che, in fondo, anche se i percorsi sembrano diversi, le nostre vite si sfiorano, si incontrano, si assomigliano.

Perché dietro ogni storia c’è una persona e dietro Elena Coniglio, c’è semplicemente… Elena.

Di Ale&Ale

Rispondi

Scopri di più da Fuxia Magazine

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere