Di Nicola Chiarelli titolare del Morganti
Quando arriva Patrizia Pellegrino, il ristorante si trasforma: non più solo cucina, ma palcoscenico. E Nicola Morganti? E la serata è una di quelle che iniziano col profumo di basilico e finiscono tra sorrisi e promesse sussurrate tra i bicchieri.
Patrizia Pellegrino non ha bisogno di presentazioni, ma gliele facciamo lo stesso. Attrice, conduttrice, cantante, icona gentile, guerriera elegante, sopravvissuta a ogni palude dell’esistenza con grazia e una buona dose di autoironia. Una donna che ha attraversato tutto, riflettori, critiche, silenzi, rinascite e ha deciso di uscirne… con un sorriso rossetto ciliegia e una forchetta in mano.
Lo dice anche il titolo del suo libro: “Ho scelto di sorridere”. E a giudicare da come ha affrontato la parmigiana, ha scelto anche di vivere con gusto, racconta Patrizia.
“IO? CRESCIUTA A RAGÙ E LIBERTÀ” mood Patrizia Pellegrino
«Il cibo? È radice, è memoria, è abbraccio» dice, mentre sposta una foglia di basilico sul bordo del piatto. «Non sono una che pesa le porzioni, io peso le emozioni. Sono cresciuta con le paste tirate a mano, il ragù della domenica, il profumo del sugo che invadeva tutta la casa. Per me mangiare è tornare a quei momenti lì.»
Patrizia Pellegrino cerca l’autenticità. «Non mi interessa il piatto sofisticato che non ti dice niente. Io voglio la verità nel sapore. Voglio piatti che mi parlino, che mi accolgano. Niente sushi snob o foglioline che sanno di nulla. Datemi la parmigiana, quella vera. E poi lasciatemi camminare un’ora per smaltirla, ma felice.»
DAL PALCO ALLA CUCINA, SENZA PERDERE MAI IL CENTRO
Sul palco, Patrizia ha lasciato il segno. Teatro, televisione, cinema, conduzioni, tour teatrali in tutta Italia. E dietro quella presenza luminosa, c’è una carriera piena di incontri importanti. «Sono stata fortunata, confessa, ho avuto maestri che mi hanno insegnato a non accontentarmi mai. Garinei, Salerno, Landi… gente che ti cambia la visione del mestiere e della vita.» Cosi Patrizia Pellegrino ci omaggia con i suoi racconti.
Ma non è stato tutto rosa e applausi. «La mia strada è stata anche fatta di stop, dolori, pause forzate. Però non ho mai mollato. Ho sempre avuto dentro di me quella scintilla che dice: vai avanti. E oggi lavoro ancora, scrivo, mi metto in gioco. Perché chi ha qualcosa da dire non smette mai.»
Oggi, oltre agli impegni artistici, è anche una voce autentica, che parla di rinascita, di resilienza, di donne che non si piegano. E nel suo modo di raccontarsi, c’è sempre uno spazio per la luce. Anche nelle serate più buie. Al Morganti attimi di verità.
LA RIVELAZIONE DI UN PIATTO AL MORGANTI
Se la parmigiana di Morganti l’ha fatta sentire “a casa con gli abiti da sera”, a stupirla davvero sono stati i taglierini con branzino e pomodorini. «Un piatto che sembra semplice ma ha un’anima elegante. È come quelle persone che non parlano tanto, ma ti restano dentro.»
E mentre racconta, si capisce che il cibo è la sua metafora perfetta: un modo per raccontare chi è, senza filtri, senza cliché, questa è Patrizia Pellegrino.
FOTO DI RITO, BRINDISI, E UNA PROMESSA SOTTOVOCE
La serata si chiude con una foto (di quelle che finiscono in cornice o in un album di storie speciali), un brindisi sincero e una promessa che non ha bisogno di troppe parole, il Morganti si fa casa.
«Ci rivediamo presto», dice Patrizia Pellegrino. Ma lo dice con quello sguardo che sa già tutto. Perché quando una cena è fatta di confidenze, di rispetto e di bellezza condivisa, non finisce. Resta.
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