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Il Salvadanaio di musica, un viaggio con il Banco del Mutuo Soccorso

2026-02-13   •   ARCHIVIO FUXIA
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Era il 1972 quando quel simbolo apparve sulle copertine dei negozi di dischi, annunciando l’esordio del Banco del Mutuo Soccorso, un salvadanaio di terracotta. Da allora, la band fondata dai fratelli Vittorio e Gianni Nocenzi non ha mai smesso di essere "un’idea che non puoi fermare", un viaggio sospeso tra la complessità della musica classica e la poesia viscerale che fu di Francesco Di Giacomo.

Il prossimo 27 febbraio 2026, questo viaggio farà tappa in uno dei luoghi più suggestivi d'Italia: lo storico Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno. Ma non sarà un semplice concerto; sarà un rito collettivo dove il pubblico non sarà solo spettatore, ma custode della memoria.

disco

Il Salvadanaio, tra ironia e immortalità

La scelta del salvadanaio come simbolo, nata quasi con un tocco di geniale ironia, si è rivelata nel tempo una delle intuizioni più felici e durature della comunicazione visiva degli anni '70. Quella che poteva sembrare una provocazione giocosa è diventata un’icona sacra della musica italiana. Come ha spesso spiegato Vittorio Nocenzi, il salvadanaio rappresenta il vero "contenitore" del progetto musicale. Nella tradizione contadina, il maialino di terracotta era il custode del risparmio e il simbolo della prosperità futura; per il Banco, esso si fa metafora della preziosità del contenuto culturale. È un modo per mantenere un legame saldo con le proprie radici e, allo stesso tempo, garantire una riconoscibilità che sfida i decenni. Ogni nota depositata al suo interno non è solo suono, ma un investimento di bellezza destinato a non svalutarsi mai.

Il pubblico entra nella leggenda

Proprio seguendo questa filosofia della "riserva preziosa", la band ha deciso di compiere un gesto di gratitudine senza precedenti. L’intero concerto verrà registrato per diventare un nuovo album in Vinile. La vera magia avverrà nel libretto che accompagnerà il disco, ogni spettatore presente al Ventidio Basso potrà lasciare il proprio nome, che verrà stampato indelebilmente tra le pagine dell’opera. È l'atto finale della metafora del salvadanaio: il pubblico stesso smette di essere solo fruitore e diventa il "tesoro" custodito all'interno del progetto. È la promessa di un'appartenenza che non svanisce all'accendersi delle luci in sala.

Sotto le dita sapienti di Vittorio Nocenzi, anima e cuore pulsante del gruppo, vedremo una formazione che unisce storia e nuova linfa. Da Filippo Marcheggiani, pilastro della chitarra, alla voce potente di Tony D’Alessio, capace di raccogliere un’eredità pesantissima con rispetto e personalità. Accanto a loro, il talento di Michelangelo Nocenzi, Marco Capozi e Andrea Bruni, musicisti che hanno firmato il rinascimento del Banco negli ultimi anni, portando nuova linfa a una discografia leggendaria.

Ascoli, la città dei teatri e della musica

La cornice non potrebbe essere più nobile, Ascoli Piceno accoglie l'evento in una serata prodotta da due nomi di primo piano del management musicale: Manuel Clava e Alfonso Caprioni. Attraverso la JM Production e la CE Agency, i direttori artistici continuano a scommettere sulla qualità, portando la grande musica d'autore in un territorio che respira arte.

L’evento vede la collaborazione del Comune di Ascoli Piceno, della Proloco Picena, di Villa Pigna e di Buona Idea, con la voce di Lattemiele Marche e Abruzzo a fare da eco radiofonica.

teatro

Il 27 febbraio 2026, al Teatro Ventidio Basso, non si assisterà a un semplice live, si aprirà quel salvadanaio di note e ricordi per aggiungervi un nuovo, preziosissimo capitolo. Sarà il momento di rompere la creta e scoprire che il vero tesoro custodito in tutti questi anni non erano solo le canzoni, ma i volti e le storie di chi le ha amate. Lasciare il proprio nome tra quelle pagine significa entrare a far parte di una riserva di bellezza inesauribile. In quella notte magica, il Banco del Mutuo Soccorso non farà altro che restituire il cuore ai suoi legittimi proprietari: voi."

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