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grande fratello vip, i comodini hanno le ore contate: il pubblico non è nato ieri

2026-10-20   •   FUXIA MAGAZINE
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Strategie già viste, ship che non convincono e concorrenti convinti di essere più furbi di tutti, ma il pubblico del Grande Fratello certi giochetti li conosce fin troppo bene.

Grande Fratello Vip

Il pubblico non è nato ieri

Fa quasi sorridere vedere alcuni concorrenti del Grande Fratello convinti di aver scoperto chissà quale strategia, davanti a un pubblico che segue questo programma da quando loro, probabilmente, andavano ancora alle elementari. Pensano di poter giocare con gli autori, costruire storie sentimentali, dosare parole, silenzi e sguardi, come se dall'altra parte dello schermo ci fossero persone incapaci di riconoscere dinamiche viste e riviste per anni.

Ieri sera è venuta fuori tutta la debolezza di questo gioco, ragazzi convinti che non esporsi significhi essere intelligenti, che rimanere neutrali sia una grande strategia e che aspettare siano sempre gli altri a prendere posizione possa portarli lontano, sono i famosi comodini, presenti in ogni stanza, utili a riempire lo spazio, ma difficilmente protagonisti di qualcosa.

E il bello è che sembrano persino convinti di essere più furbi degli altri, peccato che un comodino, anche quando lo sposti, rimanga sempre un comodino.

Roncaccia, Piera e una commedia che non convince

Poi abbiamo Roncaccia e Piera, con questa storia che dovrebbe appassionarci e che invece, più passa il tempo, più assomiglia a una recita nella quale tutti sembrano conoscere già la battuta successiva, sguardi, esitazioni, avvicinamenti, piccoli drammi, manca soltanto qualcuno che suggerisca le battute da dietro le quinte.

Non sappiamo che cosa provino davvero e nemmeno ci interessa entrare nei loro sentimenti, giudichiamo quello che vediamo, e quello che vediamo ha sempre meno spontaneità e sempre più l'aria di una commediola sentimentale tirata avanti per occupare qualche puntata.

E attenzione a non scomodare la grande commedia napoletana, perché quella è teatro vero, ironia, intelligenza, personaggi che restano nella memoria, qui siamo piuttosto dalle parti di una rappresentazione di seconda mano, con una trama che vorrebbe sorprenderci e finisce per farci indovinare tutto in anticipo.

Ma soprattutto, togliamo per un momento questa benedetta ship, che cosa rimane di Roncaccia e Piera come concorrenti? Quali idee, quali posizioni, quali momenti capaci di raccontarci qualcosa di loro? Perché il Grande Fratello non può ridursi a due persone che si guardano, si cercano e aspettano che qualcuno trasformi tutto in una storia d'amore.

Grande Fratello Vip

Alex e Guendalina, almeno loro sanno giocare

A mettere un po' di pepe nella Casa ci hanno pensato Alex Belli e Guendalina Tavassi, con Marina La Rosa che conosce altrettanto bene certi meccanismi, finalmente qualcuno che ha smesso di trattare queste dinamiche come grandi scoperte televisive.

Alex Belli può risultare eccessivo, teatrale, persino esasperante, ma il Grande Fratello lo conosce, sa provocare, sa esporsi e soprattutto sa che un reality non si gioca restando seduti ad aspettare che succeda qualcosa, lui le situazioni le crea, ci entra dentro, le esaspera, qualche volta esagera anche parecchio, ma almeno mette qualcosa sul tavolo.

Guendalina è un'altra storia, o meglio, è sempre la stessa Guendalina, quella che non ha bisogno di prepararsi una battuta per dire ciò che pensa, che punge, ride, provoca e quando qualcosa non le torna lo dice senza preoccuparsi troppo di risultare simpatica.

Il loro sarcasmo nei confronti dei concorrenti più giovani ha fatto emergere una differenza evidente, da una parte chi si mette in gioco, dall'altra chi vorrebbe vincere senza rischiare nemmeno una nomination.

Dopo la puntata, Guendalina ha anche messo apertamente in dubbio la spontaneità della storia tra Roncaccia e Piera, sostenendo che i due si conoscessero già prima, è una sua affermazione, non una circostanza che possiamo dare per accertata, ma rende bene il clima di scetticismo che ormai circonda questa coppia.

Selvaggia e Cesara, la pazienza è finita

E poi sono arrivate le opinioniste, che ieri sera hanno avuto il merito di dire quello che una parte del pubblico probabilmente pensa da settimane.

Selvaggia Lucarelli, che in passato aveva anche espresso apprezzamento per Piera, le ha fatto capire che sarebbe ora di mostrare qualcosa oltre questa storia sentimentale, perché va bene la coppia, va bene la ship, vanno bene anche i sospiri, ma a un certo punto vorremmo conoscere la persona, non soltanto il personaggio costruito intorno a una relazione.

Ma è soprattutto sulle nomination che Selvaggia ha messo il dito nella piaga, facendo notare come alcune scelte le siano sembrate poco sincere. Secondo la sua lettura, Carmen è diventata il parafulmine perfetto del gruppo dei giovani, una concorrente indipendente, un cane sciolto che non appartiene a nessuna compagnia e che, proprio per questo, è più facile votare, non necessariamente la più debole, ma certamente la più comoda da sacrificare, perché nominare Carmen permette di salvare gli equilibri del gruppo senza esporsi troppo.

E qui il discorso sui comodini torna prepotentemente, perché la compattezza dei giovani nelle nomination finisce per somigliare più a una forma di protezione reciproca che a una scelta davvero personale.

Selvaggia ha poi osservato che i voti di Marina La Rosa e Guendalina Tavassi a Jonathan erano piuttosto prevedibili, soprattutto quello di Marina, talmente concentrata su Jonathan da sembrare pronta a nominarlo qualunque fosse la domanda, una fissazione che, nella lettura ironica dell'opinionista, rendeva la scelta quasi scontata.

Diverso il discorso su Giacomo, perché proprio quelle nomination, secondo Selvaggia, sono sembrate tra le più sincere, e come darle torto quando lo descrive, in sostanza, come una pianta grassa? Fino a oggi Giacomo ha dato davvero poco alle dinamiche della Casa e quando sostiene di volersi fare i fatti suoi viene spontaneo chiedersi perché abbia scelto proprio il Grande Fratello.

Selvaggia, rivolgendosi a lui, ha centrato il problema: se vuoi farti i fatti tuoi, puoi farlo benissimo fuori da un reality, nessuno pretende litigi dalla mattina alla sera, ma almeno la voglia di partecipare dovrebbe esserci, altrimenti tra comodini e piante grasse sembra di stare più in un negozio di arredamento che nella Casa più spiata d'Italia.

Anche Cesara Buonamici non si è risparmiata, e il messaggio è arrivato piuttosto chiaramente, non basta stare dentro la Casa, bisogna anche dare un motivo al pubblico per interessarsi a quello che fai.

Protagonisti del Grande Fratello Vip

Non è l'età, è la personalità

E non cominciamo con la storia che sono giovani, perché questa scusa non regge proprio.

Guendalina Tavassi è la dimostrazione vivente che l'età non c'entra nulla. Quando partecipò per la prima volta al Grande Fratello era giovanissima, eppure era già quella che vediamo oggi, impulsiva, diretta, ironica, capace di farsi amare e detestare nello spazio di cinque minuti, non aveva bisogno di anni di esperienza per avere carattere, la personalità ce l'aveva già, e si vedeva benissimo.

Quindi non è una questione di ragazzi contro adulti, di veterani contro nuove leve, è una questione di persone che hanno qualcosa da dire e altre che sembrano passare il tempo a studiare come non dire niente.

Perché il pubblico può anche non essere d'accordo con Alex Belli, può trovare Guendalina insopportabile, può discutere ogni parola di Marina La Rosa, ma almeno ha qualcosa su cui discutere, con chi si limita a galleggiare, invece, che cosa dovrebbe fare?

E soprattutto, questi ragazzi dovrebbero ricordarsi una cosa, loro stanno facendo il Grande Fratello per la prima volta, noi lo guardiamo da una vita, e certe strategie le abbiamo viste quando ancora non esistevano nemmeno le ship.

Due parole e cala il sipario

Ma il momento che racconta meglio tutta la serata arriva durante le nomination.

Alex Belli annuncia di voler nominare Roncaccia, pur sottolineando che esiste questa bellissima ship che piace al pubblico.

Cesara Buonamici lo interrompe con due parole: «Quale pubblico?»

Ecco, in due parole Cesara ha fatto quello che alcuni concorrenti non sono riusciti a fare in settimane: centrare il punto.

Perché si può anche provare a vendere una grande storia d'amore, ma prima bisognerebbe trovare qualcuno disposto a comprarla.

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