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Geolier e Achille Lauro, diversi sì, ma neanche troppo

2026-09-11   •   ARCHIVIO FUXIA
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Se li guardi, non c’entrano niente

Se li guardi sembrano arrivare da due pianeti diversi, Achille Lauro ha fatto del cambiamento quasi una seconda pelle, ha attraversato generi, immagini, provocazioni, si è preso il diritto di cambiare idea e anche faccia senza preoccuparsi troppo di essere sempre riconoscibile, Geolier arriva da Napoli, dal dialetto, da una musica che parte dalla strada e resta attaccata alle proprie radici anche adesso che i numeri sono diventati enormi. Lauro cambia pelle, Geolier sembra tenersi stretta la sua, uno si muove continuamente, l’altro sembra dire “io sono questo”, almeno a guardarli da fuori, perché poi li ascolti e quella distanza comincia a diventare molto più piccola.

La libertà di non assomigliare agli altri

Una cosa in comune ce l’hanno, e pure bella grossa, hanno costruito il proprio spazio senza chiedere troppo permesso, sono stati criticati, discussi, a volte poco capiti, ma nessuno dei due ha scelto di diventare più semplice per farsi voler bene. Lauro ha continuato a cambiare, a spiazzare, a passare da un’immagine all’altra senza sentire il bisogno di spiegare ogni volta cosa stesse facendo, Geolier ha preso il napoletano e lo ha portato ovunque senza tradurlo, senza addolcirlo, senza renderlo più comodo per chi lo ascoltava. Geolier non ha tradotto Napoli per farsi capire dal resto d’Italia, Achille Lauro non ha ridimensionato se stesso per risultare più facile da capire, hanno fatto due strade completamente diverse per arrivare quasi nello stesso posto, hanno chiesto al pubblico di entrare nel loro mondo invece di cambiare quel mondo per farsi accettare.

“Per noi” li mette uno accanto all’altro

Poi arriva Per noi, una ballad romantica che sulla carta potrebbe sembrare il posto più strano in cui farli incontrare e invece succede una cosa molto semplice, nessuno dei due invade lo spazio dell’altro. Geolier resta Geolier, Lauro resta Lauro, non c’è bisogno di costruire un personaggio a metà strada per farli funzionare insieme, non devono assomigliarsi, non devono completarsi e soprattutto non si sono incontrati perché a uno mancasse qualcosa che aveva l’altro, sono arrivati interi e si sono messi uno accanto all’altro. Ed è lì che la differenza smette di essere una distanza e diventa probabilmente la parte più interessante della canzone.

Insieme li avevamo già visti

In realtà un piccolo assaggio lo avevamo già avuto, prima di Per noi, uscito l’11 settembre e prima collaborazione discografica ufficiale tra i due, Geolier e Lauro si erano ritrovati sul palco dell’Olimpico, davanti a circa 60mila persone, a cantare Fotografia. Roma e Napoli erano già lì, due modi di cantare, di scrivere, di stare sul palco, due pubblici enormi e due storie che sulla carta sembravano avere poco da dirsi, e invece a guardarli insieme veniva già il dubbio che tutta quella distanza l’avessimo costruita soprattutto noi.

Due che non avevano bisogno l’uno dell’altro

E questa è probabilmente la parte più bella, perché nessuno dei due aveva bisogno dell’altro per fare rumore. Geolier arriva con sei date al Maradona nel 2027 già sold out, numeri che ormai raccontano da soli la dimensione che ha raggiunto, Achille Lauro attraversa una delle fasi più forti della sua carriera, quindi no, non serviva metterli insieme per renderli più grandi, erano già enormi per conto loro. Serviva semmai una canzone per vedere cosa sarebbe successo mettendo nella stessa stanza due identità così forti, senza smussarle, senza cercare il punto in cui una potesse diventare più simile all’altra.

Diversi, ma neanche troppo

Alla fine nell’immagine sono lontani, nel percorso anche, nel modo di raccontarsi parecchio, però se togliamo per un momento i vestiti, il dialetto, Roma, Napoli, il rap, il pop e tutto quello che usiamo per mettere gli artisti dentro una casella, rimangono due persone che hanno difeso ostinatamente il proprio modo di essere. Uno cambiando continuamente, l’altro portandosi dietro le proprie radici, uno facendo della trasformazione quasi un linguaggio, l’altro facendo dell’appartenenza una forza, due movimenti opposti che raccontano la stessa libertà, quella di non diventare quello che gli altri si aspettano da te. E allora Per noi diventa qualcosa di più interessante di una collaborazione tra due nomi enormi, diventa l’incontro tra due persone che non hanno dovuto togliersi niente per riuscire a stare nella stessa canzone. Geolier è rimasto Geolier, Achille Lauro è rimasto Achille Lauro, Napoli è rimasta Napoli, Roma è rimasta Roma. Diversi sì, ma neanche troppo, perché essere diversi non significa per forza essere lontani.

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