BYD Music Awards, vent’anni di musica tutti nello stesso posto
Il 18 e 19 settembre tornano i BYD Music Awards, Carlo Conti e Vanessa Incontrada all’Arena di Verona con un cast che mette insieme vent’anni di musica, artisti storici e nomi delle nuove generazioni.
L’Arena ne ha viste parecchie
L’Arena di Verona di musica ne ha vista passare tanta, artisti, concerti, serate che qualcuno ricorda ancora e altre che magari ha scoperto molto dopo. Il 18 e 19 settembre sarà di nuovo il turno dei BYD Music Awards, in diretta in prima serata su Rai1, e questa volta c’è anche un compleanno importante da festeggiare, i vent’anni della manifestazione. Vent’anni fa ascoltavamo la musica in maniera diversa, compravamo molti più dischi, Spotify in Italia non c’era, TikTok neppure e per conoscere una canzone non bastavano quindici secondi sul telefono. È cambiato quasi tutto, compreso il modo di misurare il successo di un artista, ma alla fine continuiamo a volerli vedere lì, sul palco.
Carlo e Vanessa, ormai sono di casa
A condurre ci saranno ancora Carlo Conti e Vanessa Incontrada, insieme ai Music Awards per la quindicesima volta e ormai è difficile pensare a queste serate senza di loro. Conti ha il suo modo preciso e tranquillo di portare avanti la diretta, Vanessa è più spontanea, ride, si muove, scherza con gli artisti, insieme funzionano proprio perché sono diversi. In tutti questi anni hanno visto passare da quel palco generazioni completamente differenti e, in qualche modo, sono diventati anche loro parte della storia della manifestazione.
Cocciante e Kid Yugi nello stesso cast
Il cast è enorme, ci sono Achille Lauro, Anna, Annalisa, Elisa, Geolier, Gigi D’Alessio, Giorgia, Madame, Marco Mengoni, Max Pezzali, Olly, Pooh, Riccardo Cocciante, Tedua, The Kolors, Kid Yugi e tanti altri. E già mettere Cocciante e Kid Yugi nello stesso cast fa capire che tipo di serate saranno, perché probabilmente hanno pubblici che si incontrano poco, come i Pooh e Anna, Giorgia e Geolier, Gigi D’Alessio e Madame. Ma la musica italiana oggi è anche questa, persone che ascoltano cose completamente diverse e che per una sera possono ritrovarsi nello stesso posto. Magari uno aspetta Cocciante e non sa quasi nulla di Kid Yugi, quello seduto due file più avanti è lì proprio per Kid Yugi e conosce Cocciante perché lo ascoltava sua madre. E va benissimo così.
Corpi, non clic
Poi ci sono i numeri, dischi d’oro e di platino, streaming, singoli, tour e presenze, perché oggi il successo si misura anche così. La cosa curiosa è che passiamo buona parte della giornata con la musica dentro un telefono, non compriamo quasi più un disco, spesso non sappiamo nemmeno quante volte abbiamo ascoltato una canzone, però quando vogliamo capire davvero quanto è grande un artista torniamo a guardare quanta gente riesce a portare davanti a un palco. Centomila, duecentomila, trecentomila persone. Corpi, non clic.
E poi c’è l’Arena
Alla fine si torna sempre lì, all’Arena, quasi duemila anni di storia e migliaia di persone sedute una accanto all’altra, oggi con un telefono in mano invece che con quello che potevano avere duemila anni fa, ma con la stessa voglia di guardare qualcosa succedere davanti ai propri occhi. Il 18 e 19 settembre ci saranno quelli che conoscono tutte le canzoni dei Pooh, quelli che aspettano Geolier, quelli arrivati per Mengoni, Anna, Giorgia, Olly o Cocciante, qualcuno scoprirà un artista che non avrebbe mai cercato da solo e qualcun altro aspetterà semplicemente il suo preferito. Poi ognuno tornerà alla propria musica e alla propria playlist, ma per due sere la playlist sarà una sola, quella dell’Arena di Verona.
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