Ballando, oltre i passi: Matri conquista la serata, Barbara D’Urso lascia il segno
Un plauso a Jimmy Ghione
Prima di parlare del vincitore, questa volta vogliamo cominciare da Jimmy Ghione e dedicargli un plauso, perché porta nel ballo qualcosa che la tecnica, da sola, non sempre riesce a restituire: il piacere di esserci, di provarci e di lasciarsi andare. Certo, il giudizio tecnico conta, ma non dimentichiamo che su quella pista si mettono alla prova persone che non sono ballerini professionisti, e il valore del loro percorso passa anche da ciò che riescono a scoprire di sé.
Puntata dopo puntata, Ghione sembra dare spazio a una parte meno conosciuta della sua personalità, che attraverso il ballo trova luce, mentre si diverte, si concentra sui passi e cerca di dare il massimo delle proprie possibilità. Dentro quell’impegno lascia emergere la sua spontaneità, ed è proprio questo incontro tra concentrazione e piacere a rendere il suo percorso coinvolgente, perché ci permette di conoscere qualcosa in più della persona dietro il volto televisivo.
Alessandro Matri, la rivelazione della puntata
La rivelazione, questa volta, è Alessandro Matri: nel suo valzer abbiamo visto un netto salto di qualità, una fluidità nei movimenti e una concentrazione che colpiscono. Alessandro si lascia accompagnare dalla musica, interpreta il ballo e mostra una sicurezza nuova, senza perdere la delicatezza che questa danza richiede.
Il ballo sembra aver sciolto quella rigidità che forse nasceva dalla timidezza, permettendogli di esprimersi con maggiore libertà. Il miglioramento si vede nei passi, ma soprattutto nel modo di stare sulla pista e di lasciarsi andare, mostrando qualcosa in più di sé, ed è questa crescita a fare di lui la sorpresa più bella della puntata.

Il finale premia proprio questo percorso: Alessandro Matri e Giada Lini conquistano la vittoria della serata del 24 ottobre, un risultato che dà ancora più valore ai progressi mostrati sulla pista.
Ornella Muti, sulla pista arriva Francesca
Soffermandoci su Ornella Muti, non possiamo che partire dal racconto dei suoi figli, dalle parole con cui ci restituiscono una donna e una madre che forse, per chi sa osservare, si lasciava già intravedere, una presenza che si coglie nei gesti, nel modo di ascoltare e di esserci, anche senza occupare tutta la scena.

Pasquale La Rocca ha saputo tradurre quel racconto in ballo, trovando nella scelta della canzone e in questo valzer la chiave per far emergere Francesca. Le parole dei figli hanno trovato un seguito naturale nell’esibizione, come se ciò che avevano raccontato prendesse forma attraverso il movimento.
Per un momento, il nome di Ornella Muti, con tutto ciò che rappresenta nell’immaginario del pubblico, lascia spazio a Francesca, alla donna che si abbandona a quelle note e si lascia accompagnare. Pasquale ha saputo incontrarla proprio lì, dando spazio alla sua sensibilità: i figli ce l’hanno raccontata, sulla pista abbiamo potuto ritrovarla.
Monica Guerritore, un passo diverso
Ancora una volta, a Ballando con le stelle, viene naturale fermarsi su Monica Guerritore, che questa volta sceglie il Charleston e si allontana dalle atmosfere delle prime esibizioni. Il cambio di ritmo non interrompe però il filo del suo percorso: dare al ballo un significato che vada oltre l’esecuzione, conservando quella presenza capace di farci cercare una storia dentro ciò che vediamo.
Dentro la scelta
La sensazione è che nulla venga scelto soltanto per accompagnare una coreografia, che musica, movimento e intenzione siano parte di un unico racconto. L’intensità può attraversare anche la vivacità e il gioco, trovare spazio in un gesto più leggero, ed è questo che il suo Charleston ci restituisce: una nuova sfumatura della sua sensibilità, capace di emozionare anche senza scegliere la strada della malinconia.
Il fattore D’Urso

E poi arriva Barbara D’Urso, il confronto si accende e la bagarre è servita. Le va riconosciuto il merito di aver portato dentro Ballando una dimensione tutta sua, un appuntamento nell’appuntamento che porta la sua firma. Può piacere o dividere, ma dà un ritmo diverso alla serata e dimostra di saperlo gestire, tenendo vivo il confronto e l’attenzione su di sé, anche questo è mestiere televisivo e riconoscerlo fa parte del racconto.
Puntata dopo puntata, Barbara ha preso le misure al programma, si è costruita uno spazio e se lo è conquistato, fino a rendere i suoi interventi uno dei momenti centrali della serata. È il fattore D’Urso: quella capacità di creare un appuntamento riconoscibile dentro una trasmissione che ha già una sua storia, portandoci la propria personalità e la propria esperienza.
L’ironia ha un limite

C’è però un momento in cui la bagarre smette di divertire, ed è accaduto quando Mariotto, nel commentare la prova di Noemi Bocchi, ha preso spunto da una spaccata per chiamare in causa Francesco Totti, spostando il discorso dalla coreografia a un’allusione personale. Giovanni Pernice ha contestato il legame tra quell’osservazione e il ballo, e il confronto è rapidamente salito di tono.
Anche questa volta Barbara D’Urso, da “mestierante” qual è, ha saputo leggere il momento, riportando l’attenzione sulla buona prova di Noemi e sul lavoro del suo maestro. È qui che si riconosce la sua conoscenza della televisione: nel capire quando alimentare il confronto e quando, invece, cambiare tono, perché una battuta rischia di diventare sgradevole. In quel frangente, valorizzare l’esibizione è stato il modo più concreto per restituire spazio e rispetto alla coppia.
Si può ridere, scherzare e ironizzare, ma l’allusione di Mariotto ci è sembrata di poco gusto, perché una spaccata è un movimento di danza, non un invito a commentare la vita intima di una donna o di un uomo pensando che questo possa essere motivo di risata. Esiste un’etica personale e professionale che dovrebbe guidare anche chi intrattiene, e il rispetto della persona viene prima della ricerca dell’applauso.
Ghini, un’uscita che non sorprende
La serata si chiude anche con la prima eliminazione: Massimo Ghini e Valentina Fiorini lasciano la gara, mentre Jimmy Ghione e Anastasia Kuzmina conquistano la salvezza.
Un esito che non ci sorprende del tutto, perché già dalla puntata precedente l’atteggiamento di Ghini ci aveva dato l’impressione che la voglia di partecipare fosse stata messa un po’ “tra parentesi”. Nel suo modo di porsi avevamo colto soprattutto il sentirsi vittima della puntata, più che il desiderio di rimettersi in gioco, una sensazione, naturalmente, ma sulla pista arriva anche questo: la disponibilità ad accettare le difficoltà e a ripartire.
Quando il ballo apre una porta
È questo il Ballando che ci piace: quello in cui imparare una coreografia diventa anche un’occasione per conoscersi e lasciarsi conoscere. Accanto ai passi da correggere e ai progressi da valutare, ci sono scoperte personali che meritano di essere raccontate.
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