BALLANDO CON LE STELLE: QUELLO CHE ABBIAMO VISTO DIETRO IL BALLO
Di voti ne abbiamo sentiti abbastanza.
Quelli della giuria, quelli del pubblico, i tesoretti, i 10 distribuiti con una generosità che, alla prima puntata, ci è sembrata persino un po’ sospetta.
Ma se ci chiedessero cosa ci ha lasciato davvero questa prima puntata di Ballando con le Stelle, non parleremmo della classifica.
Parleremmo delle persone.
Perché il punto, almeno per noi, non è stabilire chi abbia meritato un 10 o chi avrebbe dovuto prendere un 8.
Il punto è capire cosa succede quando persone che conosciamo per il loro personaggio, per il loro cognome, per la loro storia o per quello che gli altri hanno raccontato di loro, salgono su una pista e per qualche minuto provano a mostrarsi senza quell’etichetta.
Ed è lì che Ballando diventa interessante.
Quando il ballo smette di essere soltanto una prova da giudicare e diventa un modo per raccontare qualcosa di sé.
Aurora Ramazzotti ha vinto la prima puntata.
Noi, però, ci siamo portate a casa altro.
Monica Guerritore, Ornella Muti, Noemi Bocchi, Aurora stessa e, in modi diversi, tutti gli altri ci hanno ricordato che dietro ogni esibizione c’è una persona che ancora non conosciamo davvero.
Ed è proprio quello che vogliamo guardare.
Non solo chi balla meglio.
Ma chi, ballando, riesce a farsi vedere.

MONICA GUERRITORE: QUANDO QUELLO CHE HAI DENTRO ARRIVA FINO ALLA PISTA
Monica Guerritore ci ha colpito ancora prima di ballare.
Sono bastate poche parole nella sua presentazione per capire che dentro quella donna c’è un mondo enorme. Un mondo che non ha bisogno di essere spiegato tutto, perché in qualche modo si sente.
Poi è partita la musica.
E quel mondo è arrivato sulla pista.
C’era un’intensità che andava oltre i passi, oltre la tecnica, oltre il giudizio dei cinque giurati.
Monica non sembrava semplicemente ballare. Sembrava metterci dentro tutto.

E sì, tecnicamente è stata quasi impeccabile. Il paso doble con Luca Urso ha raccolto 41 punti dalla giuria e il tesoretto assegnato da Francesca Fialdini l’ha portata nelle primissime posizioni.
Per noi, però, avrebbe dovuto essere lei la vincitrice della prima puntata.
Non lo è stata.
Ma se ci chiedessero chi abbiamo visto davvero sulla pista sabato sera, la risposta sarebbe semplice.
Monica.

ORNELLA MUTI E UNA PASSIONE CHE NOI ABBIAMO VISTO
Poi c’è Ornella Muti.
Un’altra icona del cinema italiano, arrivata a Ballando con Pasquale La Rocca con quella discrezione che da sempre accompagna la sua immagine pubblica.
E qui c’è stato anche un piccolo cortocircuito temporale.
Rivedere Ornella e Milly Carlucci insieme ci ha riportato indietro di più di quarant’anni, fino a Il bisbetico domato, il film del 1980.
Milly interpretava Renata, amica di Lisa, il personaggio di Ornella. E c’è una scena che oggi, rivedendole una accanto all’altra, acquista quasi un sapore surreale: quella al ristorante, dove le due finiscono per contendersi Adriano Celentano e passano dalle parole alle mani, arrivando a una vera e propria rissa sul pavimento, mentre lui le guarda combattere.
Oggi, per fortuna, niente rissa.
Una è la padrona di casa. L’altra è una concorrente che sale sulla sua pista.
Più di quarant’anni dopo, eccole di nuovo insieme.
Il tempo, a volte, sa essere parecchio ironico.
Ornella ha ballato un tango che ha ricevuto una standing ovation.
Poi Barbara D’Urso ha detto di non aver percepito abbastanza interpretazione e passione.
Noi, invece, quella passione l’abbiamo vista.
E non siamo state le sole.
Il pubblico ha contestato apertamente il giudizio espresso da Barbara, arrivando a fischiare la giurata.
Barbara è alla sua prima puntata nel nuovo ruolo e ci sembra giusto darle il tempo di trovare la propria misura.
Però quella frase ci ha fatto venire una domanda.
Non una certezza. Una domanda.
Perché sappiamo che tra Barbara e Naike Rivelli, figlia di Ornella, negli anni c’è stata una vicenda pubblica e giudiziaria. Non ci interessa entrare nel merito, né stabilire chi avesse ragione.
E soprattutto non abbiamo elementi per dire che questo abbia influenzato il giudizio di Barbara.
Ma proprio perché quella storia esiste, possiamo dire che la domanda ci è venuta.
E per ora la lasciamo lì.
NOEMI BOCCHI: PER UNA VOLTA, OLTRE L’ETICHETTA
Noemi Bocchi è stata forse la sorpresa più forte della serata.
Anche perché dobbiamo ammettere una cosa.
Un pregiudizio lo avevamo anche noi.
Per anni Noemi è stata raccontata soprattutto attraverso Francesco Totti. La compagna di. La donna spesso indicata come causa della fine di un matrimonio. Un personaggio, prima ancora che una persona.
Lei, nel frattempo, ha parlato pochissimo.
E quando una persona parla poco, spesso gli altri riempiono quel silenzio al posto suo.
Sabato sera, invece, per qualche minuto abbiamo visto un’altra Noemi.
Una donna che ha parlato della propria fragilità, dell’ansia, dell’insicurezza e del peso di essere sempre accostata a una figura molto più ingombrante della propria esposizione pubblica.
Ma soprattutto abbiamo visto il desiderio di essere conosciuta per quello che è, e non per l’etichetta che le è stata appiccicata addosso.
Poi è salita sulla pista con Giovanni Pernice.
E ha ballato benissimo.
Ma non è stato soltanto il samba a colpirci.
È stato il suo stupore davanti all’affetto del pubblico.
Come se per una sera nessuno stesse guardando “la compagna di Totti”.
Stesse guardando Noemi.
E forse, per lei, era proprio questa la vittoria più importante.

AURORA HA VINTO. NOI, PERÒ, AVREMMO SCELTO DIVERSAMENTE
Aurora Ramazzotti è stata brava.
Molto.
Disinvolta, ironica, televisiva. Ha raccontato la sua storia e ha affrontato la pista con la sicurezza di chi le telecamere le conosce bene.
Il suo jive con Nikita Perotti ha ottenuto 43 punti dalla giuria e il voto del pubblico l’ha portata alla vittoria della prima puntata.
Tutto legittimo.
Ma noi continuiamo a pensarla allo stesso modo.
Brava sì. Prima classificata per noi, no.
Anche perché, se possiamo permetterci una piccola critica, quei 10 distribuiti così generosamente alla prima puntata ci sono sembrati un po’ troppi.
Ballando è appena cominciato.
Forse qualche punto in meno adesso avrebbe lasciato più spazio per sorprendersi dopo.
GLI ALTRI? LI ABBIAMO VISTI. MA NON ANCORA DAVVERO.
Tredici coppie in pista non possono essere ridotte a quattro nomi.
E sarebbe ingeneroso farlo.
Anna Safroncik, con Leonardo Lini, ha portato in pista un tango solido. Andy Díaz e Gioia Giovanatti hanno acceso la pista con energia e fisicità. Alessandro Matri, con Giada Lini, si è messo alla prova in un territorio lontanissimo dal calcio.
Manuela Moreno ha affrontato il quick step, mentre Eugenio Finardi e Rebecca Gabrielli hanno portato sulla pista una storia musicale e personale che merita di essere seguita.
E poi Alberto Ravagnani, Jimmy Ghione, Massimo Ghini e Riccardo Rossi.
Quattro mondi completamente diversi, che hanno bisogno di qualche puntata per mostrarci davvero cosa hanno dentro.
Ed è anche questo il bello della prima puntata.
Non abbiamo ancora visto tutto.
Anzi.
Abbiamo appena cominciato.
E POI CI SIAMO ACCORTE DI UNA COSA: SELVAGGIA CI MANCA
Questa è stata forse la scoperta più inattesa della serata.
Ci è mancata Selvaggia Lucarelli.
Sì, proprio lei.
Quella che negli anni ci ha fatto venire voglia, almeno qualche volta, di lanciare una ciabatta contro il televisore.
Eppure sabato sera abbiamo capito una cosa: Selvaggia era un vero ago della bilancia.
Non necessariamente perché avesse sempre il giudizio giusto. Ma perché sapeva ribilanciare quelli degli altri.
Un voto troppo alto? Lei poteva riportarlo con i piedi per terra.
Un voto troppo basso? Poteva alzarlo.
E così, anche quando era pungente, scomoda o irritante, contribuiva a dare alla giuria un equilibrio che sabato sera, in alcuni momenti, è sembrato mancare.
La sua assenza si è sentita.
Non perché alla giuria manchi la personalità.
Forse perché, al contrario, di personalità ce n’è fin troppa.
E quindi sì: mai avremmo pensato di dirlo, ma Selvaggia ci è mancata.
MILLY, INVECE, CONTINUA A ESSERE ESATTAMENTE DOVE DEVE STARE
E poi c’è Milly.
Sempre preparata. Sempre precisa. Sempre in forma.
Ogni anno ci chiediamo quale sia il suo segreto e ogni anno arriviamo alla stessa conclusione: probabilmente ha fatto un patto col diavolo.
Perché non è possibile che riesca, stagione dopo stagione, a sembrare più giovane, più energica e più concentrata di tutti noi che la guardiamo dal divano.
Ma la cosa che ci piace davvero è un’altra.
Milly è la vera protagonista di Ballando eppure non ha mai bisogno di comportarsi da protagonista.
Tiene tutto insieme.
Conosce tutto.
Controlla tutto.
E poi si fa da parte.
Lascia spazio ai concorrenti, ai maestri, alla giuria, alle storie.
Ed è probabilmente anche per questo che Ballando con le Stelle continua a funzionare.
NON SAPPIAMO ANCORA CHI VINCERÀ. E VA BENE COSÌ.
La prima puntata ci ha lasciato qualche certezza, qualche sorpresa e parecchie domande.
Abbiamo visto chi sa già stare davanti alle telecamere, chi deve ancora trovare il proprio spazio e chi, invece, è riuscito a mostrarci qualcosa che non conoscevamo.
Ed è forse questo il bello di Ballando: la gara cambia, i voti cambiano, ma soprattutto cambiano gli occhi con cui guardiamo le persone.
Perché un 10 finisce su una classifica. Una storia, invece, può restarci dentro.
E allora teniamoci pure i voti, i tesoretti e le classifiche.
Noi, per la seconda puntata, torniamo per vedere cosa c’è dietro il ballo.
Perché è lì che Ballando, quello vero, comincia.